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Ultim’ora Garlasco, Andrea Sempio tradito dai genitori. Shock totale

Pubblicato: 19/05/2026 10:40

Le pieghe più profonde delle inchieste giudiziarie lunghe e complesse nascondono spesso dettagli capaci di ribaltare certezze che sembravano ormai consolidate dal tempo. Quando l’attenzione degli inquirenti si concentra nuovamente su vecchi fascicoli, ogni singolo elemento, anche quello apparentemente più insignificante, viene sottoposto a una nuova e minuziosa lente d’ingrandimento. Non si tratta soltanto di riordinare vecchie tessere di un mosaico investigativo, ma di pesare con estrema precisione il valore delle parole, dei silenzi e delle risultanze tecniche emerse a distanza di anni. In questo delicato equilibrio tra accusa e difesa, la ricerca della verità si sposta inevitabilmente sui dettagli procedurali, dove la tecnologia moderna tenta di offrire risposte definitive a dubbi mai del tutto sfoltiti, lasciando che il dibattito pubblico e mediatico si infiammi attorno all’interpretazione di prove che potrebbero ridefinire i contorni di uno dei casi più discussi della cronaca nazionale.

Il giallo dello scontrino: intercettazioni sotto la lente

Alibi sì, alibi no. Intorno alla vicenda dello scontrino di Vigevano si gioca una partita decisiva nella nuova inchiesta su Garlasco, nella quale Andrea Sempio è indagato per l’omicidio volontario di Chiara Poggi. Se venisse accertato che l’indagato ha fornito un alibi falso per quella mattina del 13 agosto del 2007, la sua posizione si complicherebbe notevolmente nelle prossime ore.

Nell’edizione serale del Tg1 di lunedì 18 maggio è Tobacco in onda l’audio sull’intercettazione tanto dibattuta finora, che coinvolge Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, rispettivamente madre e padre dell’indagato. La frase «lo scontrino l’hai fatto tu» è finalmente contestualizzata e chiarita sia nel tono che nell’intenzione complessiva. Per gli inquirenti è chiaro che non sia una battuta, ma una confessione che tradisce il figlio. Per l’avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, si tratta invece di una «frase ironica» che non avrebbe alcun valore indiziario concreto.

La strategia della difesa e i soliloqui registrati

La difesa ha affidato a un perito l’analisi degli audio dei soliloqui ritenuti centrali dall’accusa nell’impianto accusatorio. «Il nostro consulente – ha detto Cataliotti al TgR Lombardia – sta tentando di ripulire l’audio dei soliloqui di Andrea Sempio, in realtà coperti dal rumore di sottofondo che li rendono oggettivamente ben poco intellegibili e comprensibili».

I legali puntano a smontare l’interpretazione della Procura, basandosi proprio sulla scarsa qualità delle registrazioni ambientali effettuate dagli investigatori. Dal canto suo, lo stesso indagato continua a proclamarsi del tutto estraneo al delitto che ha sconvolto la cittadina lombarda quasi vent’anni fa.

«Non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi» e «possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono, non cambia nulla. Siamo arrivati alla fine di questo percorso che va avanti da un anno e mezzo e questa è l’unica cosa buona», sono state le parole nette rilasciate da Andrea Sempio in merito alla sua attuale situazione giudiziaria. La partita legale resta apertissima e si preannuncia una battaglia tecnica cruciale tra i consulenti delle parti per stabilire l’utilizzabilità e il reale significato di quegli audio registrati in auto e nelle stanze della casa di famiglia.

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