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Hantavirus, l’allarme degli esperti: “Può provocare epidemie anche gravi”

Pubblicato: 20/05/2026 19:29

L’Hantavirus non può provocare una pandemia globale come il Covid-19, ma potrebbe comunque causare epidemie anche molto serie. A lanciare l’allarme sono gli specialisti della Società italiana di medicina interna (Simi) dopo il focolaio registrato sulla nave da crociera olandese Mv Hondius, dove sono stati individuati 11 casi di positività all’Hantavirus Andes.
A spiegare i rischi è Emanuele Durante Mangoni, docente e medico internista membro del direttivo Simi, che insieme al suo gruppo di lavoro ha pubblicato un’analisi scientifica sullo European Journal of Internal Medicine con l’obiettivo di aiutare i medici a riconoscere rapidamente questa infezione ancora poco conosciuta.

Il focolaio sulla nave e il rischio diffusione

Secondo gli esperti, il caso della Mv Hondius rappresenta un esempio concreto di come una malattia zoonotica possa diffondersi rapidamente attraverso i viaggi internazionali prima ancora di essere identificata.

L’Hantavirus Andes, presente soprattutto nei roditori del sud dell’Argentina e del Cile, viene considerato particolarmente delicato perché è l’unico ceppo della famiglia degli hantavirus capace di trasmettersi anche da persona a persona attraverso contatti stretti e goccioline respiratorie.

“L’esperienza del Covid ci ha insegnato quanto sia importante la preparazione tempestiva”, ha spiegato Durante Mangoni, sottolineando la necessità che medici internisti e medici di base imparino a riconoscere velocemente la patologia.

Come avviene il contagio

Il virus viene normalmente trasmesso dai roditori attraverso saliva, urina e feci. Quando queste sostanze si seccano, le particelle virali possono disperdersi nell’aria sotto forma di aerosol o polvere e venire inalate dalle persone.

In alcuni casi il contagio può avvenire anche tramite il morso di un roditore infetto.

Gli esperti spiegano che il periodo di incubazione può variare da una settimana fino a oltre sei settimane. Durante questa fase il paziente non sarebbe contagioso, mentre la trasmissione tra persone avverrebbe con l’inizio della fase sintomatica.

I sintomi e i rischi

Nelle fasi iniziali la malattia si presenta con sintomi simili a quelli influenzali o ad altre infezioni virali febbrili.

Successivamente però l’infezione può provocare un grave danno ai vasi sanguigni e sfociare in una sindrome cardiopolmonare potenzialmente molto seria.

Proprio per questo la Simi invita i medici a prestare particolare attenzione soprattutto in presenza di pazienti rientrati da viaggi o da contesti dove siano stati segnalati casi accertati.

Nessun test rapido disponibile

Attualmente non esistono test rapidi per identificare l’Hantavirus Andes. In caso di sospetto contagio, spiegano gli specialisti, il paziente deve essere trasferito rapidamente in un reparto di Malattie infettive dotato di isolamento adeguato.

La conferma diagnostica viene effettuata dall’Istituto superiore di sanità, che al momento rappresenta il principale centro di riferimento per le analisi specifiche sul virus.

Secondo gli esperti, la preparazione del personale sanitario resta fondamentale per evitare ritardi nella diagnosi e contenere rapidamente eventuali nuovi focolai.

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