
Un 35enne di Gualdo Tadino dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria delle accuse di esercizio abusivo della professione e truffa ai danni dello Stato dopo aver prestato servizio per anni presso l’Ospedale di Fabriano con la qualifica di infermiere.
Secondo quanto contestato dagli inquirenti, l’uomo non avrebbe mai conseguito la laurea in Infermieristica né sarebbe stato iscritto all’albo professionale, requisiti indispensabili per esercitare la professione.
L’assunzione e la stabilizzazione
La vicenda avrebbe avuto inizio nel 2015, quando l’allora Asur Marche lo assunse con un contratto a tempo determinato.
Negli anni successivi sarebbero seguiti ulteriori incarichi temporanei fino al 2021, quando il lavoratore avrebbe ottenuto la stabilizzazione.
L’uomo ha continuato a operare nella struttura sanitaria fino al maggio 2025.
La scoperta delle irregolarità
All’inizio del 2025 sarebbero emerse le presunte irregolarità relative ai titoli professionali.
Secondo l’accusa, il 35enne avrebbe svolto per circa dieci anni attività infermieristiche senza possedere i requisiti richiesti dalla legge.
Dopo la scoperta della situazione, il lavoratore avrebbe presentato le dimissioni, ma la vicenda è stata comunque segnalata all’autorità giudiziaria.
Il processo
Il procedimento approderà in tribunale con un’udienza fissata per l’8 luglio.
Nel frattempo l’AST Ancona ha deciso di costituirsi parte civile nel processo attraverso l’avvocato Angelo Borrelli.
La richiesta di risarcimento
Con la costituzione di parte civile, l’azienda sanitaria punta a ottenere il risarcimento dei danni che ritiene di aver subito.
Nella documentazione autorizzata dal direttore generale Giovanni Stroppa viene richiamata la volontà di tutelare l’ente rispetto alle conseguenze economiche e d’immagine emerse dall’inchiesta.
Sarà ora il processo a stabilire le eventuali responsabilità dell’imputato, che deve essere considerato innocente fino a una sentenza definitiva.


