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“Addio presidente”. Lutto nella politica italiana, se ne va un personaggio storico

Pubblicato: 27/06/2026 08:46

Il mondo delle istituzioni piange la scomparsa di una figura chiave della storia politica regionale del Novecento. Si è spento all’età di 86 anni un uomo che ha attraversato le stagioni più intense dell’autonomia isolana, ricoprendo ruoli di primissimo piano sia a livello locale che nazionale. Stimato da alleati e avversari politici per la sua capacità di dialogo e il rigore amministrativo, ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto sociale ed economico della sua terra, guidando la macchina regionale in anni complessi e cruciali.

La vita e le radici della militanza

Nato a Serramanna, Franco Rais ha costruito la sua intera esistenza sul solco del forte impegno civile. Dopo aver conseguito la laurea in Economia e commercio, ha intrapreso la carriera professionale come funzionario direttivo all’interno del Ministero del Lavoro. Questo bagaglio di competenze e la naturale propensione alla tutela dei lavoratori lo hanno spinto a sposare la causa del partito socialista, che è diventato da subito e per sempre la sua casa politica. I primi passi nelle amministrazioni locali sono partiti dal capoluogo sardo, dove ha ricoperto il ruolo di assessore al comune di Cagliari dal 1970 al 1975, un quinquennio utile a consolidare il suo legame profondo con il territorio.

L’ascesa politica di Franco Rais si è sviluppata rapidamente all’interno del Consiglio regionale, dove è stato eletto per la prima volta nel 1974, rimanendo in carica fino al 1987. Durante questa lunga esperienza parlamentare, ha assunto responsabilità di governo di grande rilievo. Tra il gennaio del 1977 e l’ottobre del 1978 ha guidato l’assessorato del Lavoro nella Giunta presieduta dal democristiano Pietro Soddu. Successivamente, dall’ottobre del 1979 al settembre del 1980, ha preso le redini dell’assessorato della Sanità sotto la guida di Sandro Ghinami, dimostrando una notevole versatilità gestionale.

La presidenza e la sfida dell’unità

Il momento di massima responsabilità è arrivato il 4 dicembre del 1980, quando Franco Rais è stato eletto Presidente della Regione. La sua elezione è nata in un contesto politico particolare, segnato dal tentativo di creare una giunta di unità autonomistica che includesse lo storico accordo tra Dc, Pci, Psi, Ps d’Az, Psdi e Pri. A causa del veto della segreteria nazionale della Democrazia Cristiana, noto come il veto Piccoli che impediva l’alleanza con i comunisti, i partiti sardi decisero di andare avanti ugualmente puntando su una presidenza socialista. Franco Rais ha guidato la Giunta fino all’11 maggio del 1982 con grande capacità collaborativa e un ritmo di lavoro eccezionale, affiancato da esponenti di spicco come Andrea Raggio, Mario Melis e Giorgio Carta.

Conclusa l’esperienza alla guida della Giunta, il percorso istituzionale è proseguito con la nomina a Presidente del Consiglio regionale, ruolo ricoperto dal maggio del 1983 al giugno del 1984. Il salto verso la politica nazionale è avvenuto nel 1987 con l’elezione alla Camera dei deputati. Franco Rais ha tuttavia scelto di interrompere anticipatamente l’esperienza parlamentare nel 1991, rassegnando le dimissioni a seguito della prestigiosa nomina a presidente del Credito Industriale Sardo. Alla guida del Cis ha speso gli ultimi anni di attività pubblica, prima di ritirarsi a vita privata.

La scomparsa di Franco Rais lascia un grande vuoto tra gli amici e i compagni di militanza. Molti ricordano con commozione le battaglie elettorali degli anni Settanta e l’efficacia di un modello politico fortemente orientato ai bisogni dei cittadini. Sino all’ultimo istante, è rimasto un attento e lucido osservatore delle dinamiche sociali ed economiche della Sardegna. Ha assistito con un velo di nostalgia al tramonto della Prima Repubblica e del suo amato partito, ma la sua eredità intellettuale e il segno tangibile lasciato nelle istituzioni restano una colonna portante della memoria storica sarda.

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