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“Omicidio e complotto”: gli Usa incriminano Raul Castro. Cuba furiosa: “Vogliono giustificare un’aggressione”

Pubblicato: 20/05/2026 21:56

Gli Stati Uniti hanno incriminato l’ex presidente cubano Raul Castro con accuse pesantissime legate all’abbattimento di due aerei civili dell’organizzazione anti-castrista Brothers to the Rescue, avvenuto nel 1996. La decisione dell’amministrazione Trump rischia ora di aggravare ulteriormente la tensione tra Washington e L’Avana.
Secondo quanto reso noto dopo la revoca del segreto istruttorio, il 94enne fratello di Fidel Castro è accusato di omicidio, complotto per uccidere cittadini americani e distruzione di aeromobili. Le accuse riguardano l’abbattimento di due Cessna civili nei cieli vicino a Cuba, episodio in cui morirono quattro persone, tre delle quali cittadini statunitensi.

Il caso Brothers to the Rescue

L’episodio risale al 24 febbraio 1996, quando due aerei dell’organizzazione con base a Miami vennero abbattuti da caccia Mig cubani durante una missione nei pressi dello spazio aereo cubano. Un terzo velivolo riuscì invece a fuggire.

Secondo le ricostruzioni americane e dell’Organizzazione degli Stati Americani, gli aerei si trovavano in acque internazionali e non rappresentavano una minaccia militare. Cuba ha invece sempre sostenuto che il gruppo violasse ripetutamente il proprio spazio aereo e provocasse il regime con missioni considerate ostili.
All’epoca Raul Castro era ministro della Difesa cubano e, secondo l’accusa americana, avrebbe autorizzato o ordinato l’operazione militare contro i velivoli civili.

Le accuse e il parallelo con Maduro

L’incriminazione viene letta da molti osservatori come un nuovo segnale della linea aggressiva adottata dall’amministrazione Trump verso i governi considerati ostili agli Stati Uniti.
Il caso richiama quanto avvenuto con il presidente venezuelano Nicolas Maduro, incriminato dagli Usa per narcotraffico e successivamente catturato nel blitz del 3 gennaio scorso.
Secondo fonti americane, l’obiettivo sarebbe aumentare la pressione sul regime cubano in un momento di grave crisi economica e forti tensioni interne sull’isola.

La tensione tra Washington e L’Avana

L’incriminazione di Raul Castro arriva mentre continuano a crescere le tensioni tra Stati Uniti e Cuba. Negli ultimi mesi Washington ha intensificato sanzioni e pressioni economiche contro L’Avana, mentre da parte cubana si teme perfino un possibile intervento militare americano.

Il governo cubano ha già definito le accuse una nuova provocazione politica e sostiene che gli Stati Uniti stiano costruendo pretesti per aumentare ulteriormente la pressione sull’isola.
Al momento appare altamente improbabile che Raul Castro possa essere estradato negli Stati Uniti, ma la decisione americana rappresenta comunque una svolta storica nei rapporti tra Washington e il regime cubano.

Il presidente di Cuba: “Manovra politica, vogliono giustificare un’aggressione”

Dura la reazione del presidente cubano Miguel Diaz-Canel dopo l’incriminazione di Raul Castro da parte degli Stati Uniti. Il leader dell’Avana ha definito le accuse americane “una manovra politica senza nessun fondamento legale”, sostenendo che Washington starebbe cercando un nuovo pretesto per aumentare la pressione contro Cuba.

In un messaggio pubblicato su X, Diaz-Canel ha parlato di “arroganza e frustrazione” da parte degli Stati Uniti, accusando l’amministrazione americana di voler colpire la rivoluzione cubana e la sua leadership. Secondo il presidente cubano, la decisione americana dimostrerebbe il fallimento delle strategie adottate finora contro l’isola.

Diaz-Canel ha inoltre contestato direttamente le accuse legate all’abbattimento degli aerei del 1996, sostenendo che Cuba agì in “legittima difesa” dopo ripetute violazioni dello spazio aereo nazionale da parte di gruppi anti-castristi. Il presidente cubano ha ricordato che, secondo L’Avana, gli Stati Uniti erano stati avvertiti più volte delle incursioni ma non sarebbero intervenuti per impedirle.

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Ultimo Aggiornamento: 20/05/2026 21:59

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