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“Attenzione a chi sale con te in auto”. Le nuove regole, rischio stangata per chi guida

Pubblicato: 21/05/2026 12:33

Ci sono decisioni che, lette così, fanno venire un brivido: non riguardano solo chi è al volante, ma anche chi siede accanto. Perché dopo un incidente, nel momento in cui tutti pensano al dolore, alle cure e al risarcimento, può arrivare un dettaglio a ribaltare tutto. Un dettaglio che parte da una domanda semplice, eppure pesantissima: tu, quella sera, lo avevi capito?

È quello che è finito al centro di una sentenza destinata a far discutere. Una storia che arriva dall’Alto Adige e che, a distanza di anni, è tornata a far rumore: non per lo schianto in sé, ma per ciò che è successo dopo, in tribunale, quando si è dovuto stabilire chi paga e quanto.

Scena di traffico e interventi dopo un grave incidente stradale

I fatti risalgono al 2018. Due uomini viaggiano in auto in Alto Adige. Poi, all’improvviso, tutto precipita: l’auto invade la corsia opposta e si schianta contro un mezzo pesante. Un impatto violentissimo, di quelli che non lasciano scampo.

Il conducente muore sul colpo. Il passeggero, invece, sopravvive ma resta ferito, con lesioni importanti. Finita l’emergenza, inizia l’altra parte della storia: quella fatta di carte, richieste e una parola che, in questi casi, pesa come un macigno: risarcimento.

Ambulanza intervenuta dopo un grave incidente in autostrada

Il passeggero avvia un’azione civile contro la compagnia assicurativa, chiedendo che gli vengano riconosciuti integralmente i danni subiti. La compagnia, però, non ci sta e si oppone. E la linea è durissima: secondo l’assicurazione, prima di salire in macchina l’uomo sarebbe stato consapevole dello stato del guidatore.

Non solo. Dagli atti emerge che la compagnia avrebbe già versato un anticipo economico, ma al momento del saldo scatta lo scontro. Perché, se davvero era chiaro che il conducente era ubriaco, allora per l’assicurazione non può essere tutto sulle proprie spalle.

Il Tribunale civile di Bolzano, chiamato a decidere, accoglie l’impostazione difensiva richiamando l’articolo 1227 del Codice civile, quello che riguarda il concorso di colpa. Tradotto: se anche tu, con la tua scelta, hai contribuito al rischio, il risarcimento può ridursi.

Un elemento diventa centrale: l’esito dell’autopsia sul conducente, che ha evidenziato un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. Un dato altissimo, ben oltre i limiti di legge. Per il giudice, la situazione sarebbe stata così evidente da non poter essere ignorata dal passeggero.

Nella ricostruzione della sentenza pesa anche un altro aspetto: il tempo trascorso insieme prima dell’incidente. I due uomini, secondo quanto emerso, avrebbero passato diverse ore fianco a fianco e lo schianto sarebbe avvenuto nelle prime ore del mattino.

Questo, per il tribunale, rende plausibile che il passeggero fosse in grado di rendersi conto delle condizioni dell’amico e delle sue capacità compromesse alla guida. Una consapevolezza che, in sede civile, si trasforma in responsabilità.

La decisione è netta: risarcimento dimezzato. Al passeggero ferito viene riconosciuto solo il 50% di quanto richiesto, proprio per quel concorso di colpa legato alla scelta di salire in auto.

In un primo momento, l’uomo era stato anche condannato al pagamento delle spese legali, poi la compagnia avrebbe rinunciato a pretenderle dopo la definizione della vicenda. Ma il punto resta: la sentenza è diventata definitiva perché non è stato presentato appello.

La pronuncia ha acceso il dibattito, anche online. Da una parte chi parla di responsabilità condivisa e di scelta consapevole: se sali con chi ha bevuto, accetti un rischio enorme. Dall’altra chi resta spiazzato: possibile che, pur essendo vittima e ferito, tu possa vederti ridurre così tanto ciò che ti spetta?

Nelle motivazioni, il Tribunale di Bolzano richiama anche una pronuncia della Cassazione del 2025 su casi analoghi. E il messaggio che arriva è destinato a restare: in certe situazioni, non è solo chi guida a finire sotto la lente. Anche il passeggero, a quanto pare, può trovarsi a pagare il prezzo della sua scelta.

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