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Annega i tre figli nel mare e lascia i corpi sulla spiaggia: l’orrore davanti a tutti

Pubblicato: 21/05/2026 11:23

È stata condannata all’ergastolo Erin Merdy, la donna che nel settembre 2022 uccise i suoi tre figli annegandoli nelle acque dell’oceano nei pressi di Coney Island. La 34enne aveva già ammesso la propria responsabilità davanti alla Corte Suprema di Brooklyn, dichiarandosi colpevole di tre capi d’accusa per omicidio di primo grado.

Le vittime erano i suoi tre bambini: un maschietto di 7 anni, una bambina di 4 anni e un neonato di appena tre mesi.

La tragedia sulla spiaggia di Coney Island

Secondo la ricostruzione dell’accusa, nella notte tra l’11 e il 12 settembre 2022 la donna avrebbe portato i figli sulla spiaggia vicino a West 35th Street, a Coney Island, dove li avrebbe annegati nelle acque dell’Atlantico.

Poco dopo l’una di notte sarebbe stata vista camminare da sola lungo il litorale, scalza e con un accappatoio bagnato. In seguito avrebbe contattato alcuni familiari, lasciando intendere che fosse accaduto qualcosa di grave.

Furono proprio i parenti ad allertare i soccorsi chiamando il numero di emergenza 911.

Il ritrovamento dei bambini

Quando gli agenti raggiunsero l’appartamento della donna su Neptune Avenue trovarono la porta aperta e nessuno all’interno.

Successivamente Erin Merdy venne rintracciata a Brighton Beach, a oltre due chilometri di distanza. Ai familiari avrebbe riferito che i bambini non c’erano più, chiedendo scusa per quanto accaduto.

Le ricerche si conclusero intorno alle 4.30 del mattino, quando i tre piccoli furono trovati privi di sensi sulla spiaggia. Trasportati d’urgenza al Coney Island Hospital, vennero dichiarati morti poco dopo.

La valutazione psichiatrica

Dopo il fermo, la donna fu interrogata dagli investigatori e successivamente sottoposta a una valutazione psichiatrica presso una struttura ospedaliera di Brooklyn.

Nel corso del procedimento giudiziario sono emersi numerosi elementi relativi alle difficoltà familiari vissute negli anni precedenti alla tragedia.

I segnali ignorati

Secondo quanto riferito dal padre del figlio maggiore, Derrick Merdy, esistevano da tempo segnali di disagio. L’uomo era impegnato in una disputa per l’affidamento del bambino e aveva raccontato di aver più volte segnalato situazioni problematiche ai servizi sociali.

Tra le accuse emerse durante il procedimento, vi sarebbero episodi di trascuratezza e difficoltà economiche vissute dalla famiglia durante periodi trascorsi in rifugi per senzatetto.

Secondo documenti e messaggi acquisiti dagli inquirenti, Erin Merdy avrebbe anche manifestato in passato l’intenzione di rinunciare all’affidamento del figlio maggiore, sostenendo di voler garantire al bambino condizioni di vita migliori.

La sentenza

Commentando la condanna, il procuratore distrettuale di Brooklyn, Eric Gonzalez, ha dichiarato che i tre bambini erano «inermi e innocenti» e che nessuna sentenza potrà restituire loro la vita.

La condanna all’ergastolo rappresenta la conclusione giudiziaria di uno dei casi più drammatici che hanno colpito New York negli ultimi anni.

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