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Merz spinge Kiev dentro l’Europa: lo status speciale che cambia la partita ucraina

Pubblicato: 21/05/2026 08:26

Friedrich Merz prova a forzare il passo dell’Unione europea sull’Ucraina. Il cancelliere tedesco propone per Kiev uno status speciale di membro associato, una formula ponte prima della piena adesione all’Ue, pensata per evitare che il percorso europeo resti bloccato per anni tra negoziati, ratifiche nazionali e resistenze politiche interne agli Stati membri.

La proposta, contenuta in una lettera ai vertici europei, parte da un dato politico realistico. L’adesione completa dell’Ucraina non potrà arrivare in tempi brevi, a causa degli ostacoli tecnici, istituzionali e diplomatici. Ma, secondo Merz, il processo di pace e la guerra ancora in corso non consentono altri rinvii. Da qui l’idea di una soluzione intermedia, capace di avvicinare subito Kiev all’architettura europea senza modificare i Trattati e senza arrivare già a un vero trattato di adesione.

Lo status di membro associato

Il cuore della proposta è uno status di membership associata, fondato su un forte accordo politico tra l’Unione europea e l’Ucraina. Kiev potrebbe partecipare alle riunioni del Consiglio europeo e del Consiglio dell’Ue, ma senza diritto di voto. Potrebbe inoltre avere un membro associato della Commissione europea, senza portafoglio e senza voto, e rappresentanti associati al Parlamento europeo, anche in questo caso senza diritto di voto.

La novità più delicata riguarda però la sicurezza. Merz propone infatti di estendere all’Ucraina l’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione europea, la clausola di mutua difesa. Sarebbe un passaggio politicamente pesante, perché trasformerebbe lo status speciale non solo in un meccanismo istituzionale, ma anche in una garanzia strategica per un Paese ancora in guerra.

La garanzia politica per Kiev

Il bilancio europeo, nella proposta tedesca, non si applicherebbe subito in modo integrale all’Ucraina, ma verrebbe esteso progressivamente, soprattutto sui programmi a gestione diretta. È previsto anche un meccanismo di salvaguardia nel caso in cui Kiev arretrasse sullo Stato di diritto o facesse passi indietro strutturali nel negoziato di adesione.

Merz riconosce che la sua proposta solleverà dubbi politici, tecnici e giuridici. Ma sostiene che proprio la condizione eccezionale dell’Ucraina, Paese aggredito e ancora in guerra, richieda una risposta eccezionale. Per gli altri Paesi candidati, dalla Moldova ai Balcani occidentali, il cancelliere immagina invece formule diverse, come un accesso più ampio al mercato interno e un coinvolgimento più stretto nei processi decisionali europei.

L’obiettivo indicato da Berlino è arrivare presto a un’intesa e istituire una Task Force incaricata di definire i dettagli. La proposta di Merz, in sostanza, prova a tenere insieme due esigenze: non promettere a Kiev una adesione immediata che l’Europa non è ancora pronta a garantire, ma neppure lasciare l’Ucraina in una lunga anticamera politica mentre si decide il suo futuro.

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