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Caso Orlandi, Pietro Orlandi contro la pista di “Mister X”: “Non ci posso credere”

Pubblicato: 22/05/2026 18:50

Nuove tensioni attorno all’inchiesta parlamentare sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. A criticare duramente una delle piste investigative emerse negli ultimi mesi è stato il fratello della giovane, Pietro Orlandi, intervenuto alla trasmissione Scomparsi.

La teoria del misterioso “Mister X”

Al centro della polemica vi è una ricostruzione rilanciata dal deputato Roberto Morassut.

Secondo questa ipotesi, le sparizioni di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori sarebbero due vicende separate, riconducibili a distinti omicidi a sfondo sessuale e pedofilo.

La figura chiave sarebbe un presunto intermediario, soprannominato “Mister X”, descritto come un uomo di origini italo-canadesi o polacche che avrebbe attirato giovani ragazze con il pretesto di falsi provini cinematografici in un appartamento della zona di Castro Pretorio.

Lo sfogo di Pietro Orlandi

Pietro Orlandi ha espresso forte scetticismo verso questa ricostruzione.

«Non posso credere che, dopo tre anni di indagini e documenti, qualcuno abbia deciso che questa sia l’ipotesi più realistica».

Secondo il fratello di Emanuela, questa pista rischierebbe di allontanare l’attenzione da elementi che, a suo giudizio, continuano a rappresentare nodi centrali della vicenda.

Il riferimento alla Banda della Magliana

Tra i punti che Pietro Orlandi ritiene ancora meritevoli di approfondimento vi è il presunto collegamento con la criminalità organizzata romana e in particolare con Enrico De Pedis.

La figura di De Pedis è stata più volte associata al caso nel corso degli anni, anche in seguito al ritrovamento della sua tomba nella Basilica di Sant’Apollinare, circostanza che alimentò interrogativi sui rapporti tra ambienti criminali e realtà ecclesiastiche.

Il ruolo del Vaticano

Per la famiglia Orlandi resta inoltre centrale il tema dei rapporti con il Vaticano.

Secondo Pietro Orlandi, archiviare la scomparsa della sorella come l’opera di un singolo predatore significherebbe ignorare decenni di interrogativi, presunti depistaggi e documenti mai completamente chiariti.

La convinzione della famiglia è che molte delle risposte mancanti possano trovarsi proprio negli ambienti legati alla Santa Sede e nei rapporti tra Vaticano, politica e criminalità dell’epoca.

Una verità ancora lontana

A oltre quarant’anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, il dibattito sulle piste investigative continua a dividere opinione pubblica, familiari e componenti della Commissione parlamentare.

Lo scontro sulla teoria di “Mister X” evidenzia come, nonostante nuove indagini e acquisizioni documentali, il percorso verso una verità condivisa resti ancora complesso e tutt’altro che concluso.

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