Vai al contenuto

NATO, Rubio: “Trump deluso da alcuni alleati”. L’Europa accelera verso una maggiore autonomia nella difesa

Pubblicato: 22/05/2026 13:33

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è rimasto “francamente deluso” dal mancato sostegno di alcuni alleati della NATO alle operazioni militari statunitensi contro l’Iran.

Intervenendo all’incontro dei ministri degli Esteri dell’alleanza a Helsingborg, Rubio ha sottolineato che la questione sarà affrontata nel prossimo vertice dei leader dell’Alleanza, previsto ad Ankara nel mese di luglio.

«Le opinioni del presidente e la sua delusione nei confronti di alcuni alleati sono ben documentate. Si tratta di questioni che dovranno essere affrontate dai leader», ha affermato.

Il tema delle truppe americane in Europa

Rubio ha inoltre precisato che l’eventuale revisione del dispiegamento delle forze armate statunitensi in Europa non deve essere interpretata come una misura punitiva.

«Rivedere il dislocamento delle truppe non è un’azione punitiva, ma un processo che continuerà», ha spiegato.

Le dichiarazioni arrivano poche ore dopo la decisione di Washington di confermare l’invio di 5.000 militari in Polonia, dopo le incertezze emerse nei giorni precedenti.

Rutte: “Gli europei hanno recepito il messaggio”

Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha accolto positivamente la conferma del rafforzamento della presenza militare americana in Polonia, definendola una scelta importante per la sicurezza dell’Alleanza.

Secondo Rutte, i Paesi europei hanno compreso la necessità di assumere maggiori responsabilità nella difesa comune.

«Il percorso che stiamo seguendo punta a un’Europa più forte in una NATO più forte», ha dichiarato, spiegando che l’obiettivo è ridurre progressivamente la dipendenza dagli Stati Uniti senza indebolire il legame transatlantico.

Più spese militari e obiettivo del 5% del PIL

Uno dei temi centrali del vertice è stato l’aumento delle spese per la difesa.

Rutte ha evidenziato che numerosi Paesi stanno accelerando il percorso verso l’obiettivo del 5% del PIL destinato alla difesa, traguardo che sarà al centro del prossimo vertice dell’Alleanza.

Le nuove risorse, ha spiegato, dovranno tradursi non solo in maggiori investimenti per il personale militare, ma anche nel potenziamento dell’industria della difesa, della produzione di armamenti e delle capacità operative comuni.

La Germania guida la svolta europea

Tra i principali sostenitori di una maggiore autonomia europea si è distinto il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul.

Secondo il capo della diplomazia di Berlino, è arrivato il momento di costruire una “NATO 3.0”, caratterizzata da una nuova distribuzione degli oneri tra Europa e Stati Uniti.

Wadephul ha chiesto maggiori investimenti nella modernizzazione della Bundeswehr, nella produzione di munizioni e nello sviluppo di sistemi d’arma interoperabili tra gli alleati.

Il sostegno all’Ucraina resta una priorità

Nel corso dell’incontro è stato ribadito che il sostegno a Ucraina rimane uno degli obiettivi strategici dell’Alleanza.

Rutte ha ricordato che la Russia continua a rappresentare una minaccia di lungo periodo per la sicurezza europea e che sarà necessario mantenere e rafforzare il supporto militare e finanziario a Kiev.

La posizione dell’Italia

Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani è intervenuto sul tema della presenza americana in Europa.

«Sarebbe un errore ridurre la presenza statunitense in Europa, ma questo non significa che gli Stati Uniti vogliano disimpegnarsi dal continente», ha dichiarato.

Tajani ha inoltre confermato la disponibilità dell’Italia a incrementare gli investimenti nella difesa per raggiungere l’obiettivo del 5% del PIL richiesto dall’Alleanza.

Verso il vertice di Ankara

L’incontro di Helsingborg rappresenta un passaggio preparatorio verso il vertice NATO di Ankara, dove i leader dell’Alleanza saranno chiamati a discutere il futuro equilibrio tra Stati Uniti ed Europa, la condivisione delle responsabilità militari e le strategie comuni di fronte alle crisi internazionali.

Sul tavolo restano il rapporto con la Russia, il sostegno all’Ucraina, le tensioni in Medio Oriente e il ruolo che l’Europa intende assumere nella sicurezza collettiva dei prossimi anni.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 22/05/2026 13:34

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure