
Papa Leone XIV ha visitato Acerra, nel cuore della Terra dei fuochi, portando un messaggio durissimo contro criminalità, inquinamento e indifferenza istituzionale. Nel corso della visita pastorale, il Pontefice ha parlato di “un concentrato mortale di oscuri interessi e indifferenza al bene comune” che per anni avrebbe devastato il territorio tra Napoli e Caserta.
“Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care”, ha dichiarato il Papa davanti alle famiglie delle vittime dell’inquinamento ambientale, ricordando come per troppo tempo “persone e organizzazioni senza scrupoli” abbiano potuto agire impunemente.
Il dolore della Terra dei fuochi
La visita di Leone XIV si è svolta tra i quartieri popolari di Acerra, dove migliaia di persone sono scese in strada per incontrare il Pontefice. Striscioni, fotografie delle vittime e messaggi di speranza hanno accompagnato il passaggio della papamobile in una delle aree più colpite dall’emergenza ambientale. In molti hanno esposto lenzuoli e cartelli con richieste di giustizia e inviti a non dimenticare chi ha perso la vita a causa dell’inquinamento e dei roghi tossici.
Nel suo intervento in Cattedrale, il Papa ha ricordato come in circa trent’anni siano arrivate nella Terra dei fuochi “centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici”, smaltiti illegalmente per garantire enormi profitti alla criminalità organizzata e forti risparmi ad aziende senza scrupoli.
Accanto a lui anche il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, che ha parlato apertamente del legame tra inquinamento ambientale e aumento delle patologie tumorali, un rapporto che per anni sarebbe stato negato. Durante l’incontro sono stati ricordati i nomi di molte vittime, mentre il Pontefice ha abbracciato familiari e parenti che stringevano le fotografie dei loro cari.

“La mafia dell’ambiente ha agito impunemente”
Leone XIV ha denunciato con forza quella che ha definito “la cultura della prepotenza” e del privilegio, accusando chi ha devastato il territorio di aver agito senza rendere conto delle proprie responsabilità. Il Papa ha parlato di una terra segnata da anni di silenzi complici, ma ha anche elogiato la mobilitazione dal basso nata grazie all’impegno di cittadini, associazioni e Chiesa locale.
“Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda”, ha detto il Pontefice, incoraggiando quello che ha definito “un esercito di pace” capace di curare le ferite delle comunità colpite dall’inquinamento e dalla criminalità. Il Papa ha invitato i cittadini a trasmettere ai giovani il senso della responsabilità e della cura del territorio, sottolineando che la rinascita può arrivare solo attraverso una comunità unita.
Il richiamo alla Laudato si’
La visita è avvenuta alla vigilia dell’undicesimo anniversario della firma della Laudato si’, l’enciclica di Papa Francesco dedicata alla tutela dell’ambiente e alla cura della casa comune. Leone XIV ha ricordato che proprio Francesco avrebbe voluto visitare Acerra già nel 2020, ma il viaggio venne annullato a causa della pandemia.
Nel suo discorso il Pontefice ha ribadito che la responsabilità verso ambiente, salute e giustizia sociale riguarda tutti: cittadini, istituzioni e imprese. Ha quindi lanciato un appello contro l’indifferenza e contro ogni forma di sfruttamento del territorio.
“Potranno queste terre rivivere?”, ha chiesto il Papa ai fedeli presenti ad Acerra. “Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nella fede e nell’impegno”.


