
Un volo iniziato come tanti altri, in una domenica di fine maggio caratterizzata dal cielo limpido e da condizioni che sembravano favorevoli al decollo. Pochi minuti appena per prendere quota, osservare dall’alto il paesaggio e seguire una rotta conosciuta. Poi qualcosa è cambiato improvvisamente. Alcuni presenti hanno notato movimenti insoliti del velivolo, altri hanno sentito il rumore del motore alternarsi tra accelerazioni e improvvisi silenzi. Attimi rapidi, confusi, culminati con lo schianto al suolo.
La scena che si è presentata ai soccorritori è stata drammatica. Tra i campi, lontano dalle abitazioni, i resti dell’ultraleggero erano sparsi nell’area dell’impatto. Le ali spezzate, la fusoliera distrutta e il silenzio successivo alla caduta hanno subito fatto intuire la gravità dell’accaduto. Nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivati mezzi di emergenza, forze dell’ordine e vigili del fuoco, mentre chi aveva assistito alla caduta cercava di ricostruire quanto visto nei secondi precedenti allo schianto.
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Lo schianto a Polpenazze sul Garda
L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di domenica 24 maggio in località Bottenago, nel territorio comunale di Polpenazze sul Garda, in provincia di Brescia. La vittima è Guido Barbi, pilota bresciano di 74 anni, deceduto dopo la caduta del suo ultraleggero avvenuta poco dopo il decollo.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo era partito dall’aviosuperficie “Silvio Scaroni” di Bedizzole, distante circa tre chilometri dal luogo dello schianto. Poco dopo essersi alzato in volo avrebbe però iniziato ad avere problemi nel controllo del velivolo, fino alla perdita di quota culminata nell’impatto in un’area agricola.
Alcuni testimoni hanno raccontato di aver sentito il motore funzionare in maniera irregolare, accendendosi e spegnendosi a intermittenza prima della caduta. Una circostanza che potrebbe risultare importante per chiarire la dinamica dell’incidente.

Inutili i soccorsi
L’allarme è stato lanciato subito dopo lo schianto. Sul posto sono intervenuti un’automedica, un’ambulanza di Valtenesi Soccorso e l’elisoccorso decollato da Brescia. I sanitari, però, non hanno potuto fare nulla per salvare il pilota, morto a causa delle gravissime ferite riportate nell’impatto.
I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per estrarre il corpo del 74enne dalle lamiere dell’ultraleggero, rimasto quasi completamente distrutto nella caduta. Secondo le prime valutazioni, il velivolo potrebbe aver urtato anche un terrazzamento agricolo prima dello schianto definitivo al suolo.

Le ipotesi sulle cause dell’incidente
Le indagini sono state affidate ai carabinieri della Compagnia di Salò e della stazione di Manerba, che hanno posto sotto sequestro l’ultraleggero per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari.
Al momento nessuna pista viene esclusa. Gli investigatori dovranno chiarire se il pilota sia stato colto da un malore improvviso durante il volo oppure se all’origine della tragedia ci sia stato un errore umano. Resta aperta anche l’ipotesi di un guasto tecnico, compatibile con le testimonianze raccolte subito dopo l’incidente.
Saranno gli esami sul velivolo e le verifiche investigative a stabilire cosa sia accaduto nei pochi minuti trascorsi tra il decollo e lo schianto che è costato la vita al pilota bresciano.


