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Garlasco, la notizia su Andrea Sempio è appena arrivata: “Non si farà interrogare”

Pubblicato: 26/05/2026 08:04

L’intreccio tra diritto, scienza forense e interpretazione dei dati digitali continua a delineare i confini della giustizia contemporanea, dove ogni singolo elemento probatorio viene sottoposto a un vaglio tecnico rigoroso prima di entrare nell’aula di tribunale. La continua evoluzione delle metodologie d’indagine impone un confronto serrato tra i diversi orientamenti degli esperti, trasformando i faldoni processuali in un terreno di scontro metodologico di altissimo livello. In questo contesto, le strategie dei consulenti e la precisione dei protocolli scientifici si rivelano decisive per ricostruire scenari complessi, offrendo risposte a quesiti che spesso sfuggono a una prima e immediata analisi investigativa e ridefinendo i parametri della certezza processuale.

Le strategie della difesa e il nodo delle impronte

La complessa architettura investigativa si arricchisce di un nuovo capitolo tecnico che mira a ridefinire la posizione della figura al centro degli accertamenti giudiziari. Un lavoro iniziato lo scorso ottobre e concluso solo nelle ultime ore dopo aver analizzato le carte depositate dalla Procura. Cinque consulenze e una memoria specifica per «contestare» gli ormai famosi soliloqui di Andrea Sempio. Ma nessuna richiesta di interrogatorio davanti ai pm. Se ne parlerà semmai davanti al giudice durante l’udienza che dovrà decidere sul rinvio a giudizio che sarà richiesto dalla Procura.

I legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti puntano molto sulla consulenza affidata a Giacomo De Angelis, esperto nella produzione di scarpe, per «smontare» la compatibilità tra il piede dell’indagato e le 25 tracce a pallini rilevate sulla scena del crimine e considerate l’impronta lasciata dal killer. Secondo questa tesi, l’estensione plantare del trentottenne, accusato del delitto di Chiara Poggi, risulterebbe incompatibile con le calzature attribuite all’autore del fatto, nonostante i rilievi del Ris abbiano messo in dubbio la precedente identificazione in una scarpa Frau numero 42, centrale nei processi a Alberto Stasi.

Le perizie scientifiche e l’esame dei contenuti multimediali

Il confronto tra l’accusa e i consulenti di parte si estende anche alle tracce biologiche e dattiloscopiche, investendo i metodi di campionamento e i criteri di identificazione geometrica. Tra le consulenze della difesa c’è anche un’integrazione sul Dna affidata a Marina Baldi, mentre al dattiloscopista Luigi Bisogno tocca il compito di replicare al duo Caprioli-Iuliano sull’impronta «33», contestando la certezza basata su 15 minuzie. Sul fronte medico-legale e della Bpa, il dottor Sabino Pelosi e l’ex poliziotto Armando Palmegiani escludono la presenza di ferite da difesa attiva, mentre la perizia personologica di Valentina Marsella attende l’esito di un’istanza preliminare.

Infine, l’attenzione si sposta sulle tracce audio raccolte dagli inquirenti. I legali presenteranno corpose registrazioni di podcast e contenuti social per dimostrare che quelle frasi «non sono una confessione, ma semplici commenti», chiedendo una perizia d’ufficio poiché il contenuto appare a tratti incomprensibile, in altri casi travisato o riportato in modo non chiaro.

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Ultimo Aggiornamento: 26/05/2026 08:54

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