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“Così riciclavano i soldi”. Delmastro, le pesanti accuse e quelle che spuntano ora

Pubblicato: 27/05/2026 11:24

L’indagine sulla Bisteccheria d’Italia si allarga e punta ora a ricostruire nel dettaglio le comunicazioni interne tra i soci del ristorante finito sotto la lente della magistratura. Un’inchiesta complessa che intreccia politica, imprenditoria e sospetti legati a presunti rapporti con ambienti criminali, e che riporta al centro dell’attenzione il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la rete di relazioni e decisioni che ha accompagnato la nascita e la gestione dell’attività, considerata dagli investigatori un possibile snodo di collegamento tra interessi economici e circuiti criminali. L’obiettivo è acquisire le chat tra i soci del ristorante, materiale ritenuto utile per chiarire eventuali consapevolezze interne e dinamiche societarie.
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La richiesta della procura di Roma

La procura di Roma ha inviato una richiesta formale alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, necessaria per poter accedere ai dispositivi e alle conversazioni che coinvolgerebbero anche il parlamentare.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il fascicolo si basa su elementi già acquisiti, tra cui il telefono di Mauro Caroccia, uno dei soci e figura centrale dell’inchiesta. Da lì emergerebbero conversazioni considerate rilevanti per comprendere la struttura dei rapporti interni alla società e i contatti tra i vari soggetti coinvolti.

Gli investigatori vogliono ora ampliare il quadro informativo, includendo anche le comunicazioni riconducibili a Delmastro, per verificare eventuali conoscenze pregresse o elementi utili all’indagine.

La difesa di Caroccia


La difesa di Caroccia però la pensa diversamente. «In base agli elementi a mia conoscenza in quelle chat sono presenti discorsi e frasi inopportune per il ruolo che all’epoca rivestiva Delmastro, ma che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata», sostiene l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Mauro Caroccia. Il penalista si dice convinto che il Parlamento non avrà «alcun problema» ad autorizzare l’utilizzo delle chat: «In quei dialoghi, sempre in base a quanto è a mia conoscenza, non ci sono riferimenti ad attività illecite, al riciclaggio o a soldi del clan. Anzi — aggiunge — possono essere utili a escludere che ci sia anche una minima somma relativa all’ipotesi accusatoria della Procura».

Le dichiarazioni di Delmastro in commissione

Nel corso dell’audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta, Andrea Delmastro ha respinto ogni consapevolezza sulle vicende giudiziarie legate al socio Mauro Caroccia.

Il sottosegretario ha dichiarato di non essere a conoscenza dei precedenti giudiziari dell’imprenditore, sottolineando di non aver effettuato verifiche preventive sulla sua posizione. “Non sapevo che il mio socio fosse stato condannato e avesse procedimenti in corso”, avrebbe spiegato.

Delmastro ha inoltre sostenuto di aver partecipato alla costituzione della società senza aver svolto ricerche sul nominativo del socio, aggiungendo di non aver ricevuto segnalazioni nemmeno dai servizi di sicurezza rispetto alla frequentazione del ristorante.

Una ricostruzione che ora sarà oggetto di ulteriori verifiche da parte degli inquirenti, che dovranno accertare il livello di consapevolezza dei vari soggetti coinvolti nella gestione della società.

Il ruolo del ristorante e i precedenti giudiziari

L’inchiesta prende avvio da una serie di accertamenti sulla figura di Mauro Caroccia, già condannato in appello nel gennaio 2025 a quattro anni di reclusione per ipotesi legate al riciclaggio di capitali mafiosi.

Secondo la ricostruzione investigativa, Caroccia sarebbe stato già da tempo sotto osservazione da parte dell’Antimafia e della Guardia di Finanza. Nel 2020, dopo un suo arresto, erano stati sequestrati alcuni locali a lui riconducibili, tra cui i ristoranti “Baffo 2018”, “Baffo 2 Fish” e “Baffolona Burger”, ritenuti dagli inquirenti strumenti per il reimpiego di denaro del clan Senese.

I legami tra la famiglia Caroccia e il clan romano sarebbero storici e già oggetto di precedenti indagini e attenzioni da parte degli investigatori.

La nascita della Bisteccheria d’Italia

Le verifiche hanno poi portato alla nascita della società che gestisce la Bisteccheria d’Italia, individuata dagli investigatori attraverso attività di monitoraggio e contenuti diffusi online, tra cui video promozionali riconducibili a Caroccia.

La società, denominata “Le 5 Forchette Srl”, risulta registrata a Biella presso lo studio di un commercialista che ricopre anche un incarico politico locale in quota Fratelli d’Italia. All’interno della compagine societaria compaiono diversi nomi, tra cui amministratori locali, imprenditori e figure politiche.

Tra i soci figura anche Miriam Caroccia, indicata come giovane componente della famiglia dell’imprenditore.

Politica e frequentazioni sotto esame

La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione politica dopo la diffusione di immagini e informazioni relative a cene e incontri all’interno del ristorante, frequentato anche da esponenti istituzionali e funzionari pubblici.

La pubblicazione delle fotografie ha innescato una serie di reazioni politiche e dimissioni da incarichi pubblici da parte di alcuni soggetti coinvolti nella società, pur non indagati.

Lo stesso Delmastro, intervenendo in commissione antimafia, ha difeso il proprio operato e quello degli altri coinvolti: “Si sono dimessi tutti per quanto non indagati. Ho sempre chiesto rigore morale e lo stesso rigore lo devo pretendere per me stesso e i miei amici”.

La richiesta di autorizzazione alla Camera

Per procedere con l’acquisizione delle chat e delle comunicazioni che coinvolgono il sottosegretario, la procura ha quindi richiesto l’autorizzazione della Camera dei deputati, passaggio necessario per procedere nei confronti di un parlamentare in carica.

L’inchiesta resta aperta e mira a chiarire se la rete di rapporti societari e personali possa aver avuto eventuali connessioni con ambienti criminali o se si tratti di una vicenda legata esclusivamente a rapporti imprenditoriali inconsapevoli.

Un caso che, tra indagini giudiziarie e riflessi politici, continua a generare tensione all’interno delle istituzioni e del mondo politico.

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Ultimo Aggiornamento: 27/05/2026 13:01

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