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Garlasco, Andrea Sempio e l’intercettazione sugli yogurt: «Non li ho toccati, sono tranquillo»

Pubblicato: 27/05/2026 07:48

Nel nuovo capitolo dell’inchiesta sul delitto di Garlasco emerge un dettaglio che sta facendo discutere investigatori e opinione pubblica: uno yogurt Fruttolo. Un elemento apparentemente banale, ma che oggi torna al centro delle indagini grazie a un’intercettazione attribuita ad Andrea Sempio e alle nuove analisi genetiche effettuate nell’ambito dell’incidente probatorio.

La conversazione risale al 21 marzo 2025 e riguarda proprio alcuni oggetti presenti nella colazione consumata da Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio nella villetta di via Pascoli. Nella registrazione Sempio parla con un’amica e si sofferma in particolare su Fruttolo, Estathè e una tazzina utilizzata dalla vittima poche ore prima di essere uccisa.

Secondo quanto riportato, Sempio avrebbe detto di sentirsi “tranquillo” rispetto a quegli oggetti perché certo di non averli mai toccati. Una frase che oggi viene riletta alla luce degli sviluppi investigativi e soprattutto della presenza dell’aplotipo Y attribuito a Sempio sulle unghie di Chiara Poggi, elemento cristallizzato durante l’incidente probatorio.

Nell’intercettazione l’indagato afferma anche che gli unici oggetti ritrovati sarebbero stati “le scatole del Fruttolo che ha mangiato lei quella mattina”, oltre ai cereali della colazione e alla tazzina del tè. Un riferimento che ha attirato l’attenzione degli inquirenti perché alcuni dettagli, secondo la ricostruzione giornalistica, sarebbero emersi ufficialmente solo mesi dopo.

Sempio spiega poi di aver avuto timore soprattutto per eventuali tracce lasciate su elementi comuni della casa, come il corrimano, una maniglia o il telecomando. Oggetti che, a suo dire, avrebbe utilizzato anche lui frequentando l’abitazione. Da qui la convinzione di poter risultare compatibile con alcune tracce presenti nell’ambiente domestico senza che ciò implicasse necessariamente un coinvolgimento diretto nel delitto di Garlasco.

Intanto torna centrale anche la questione dello yogurt Fruttolo alla fragola trovato tra i rifiuti della villetta. I due vasetti sarebbero rimasti per mesi nel sacchetto dell’immondizia e poi conservati per circa 18 anni senza mai essere analizzati. Le nuove verifiche genetiche effettuate sul materiale repertato avrebbero restituito compatibilità con il Dna della vittima sulle linguette dei contenitori.

A rendere ancora più complessa la vicenda c’è poi un altro elemento: secondo alcuni certificati medici presenti agli atti, Chiara Poggi sarebbe stata intollerante al lattosio. Un dettaglio che alimenta interrogativi sulla presenza dello yogurt nella colazione consumata quella mattina e che potrebbe aprire ulteriori piste interpretative nell’ambito delle indagini.

Parallelamente prosegue il confronto tra accusa e difesa sul valore del Dna maschile individuato sotto le unghie della vittima. La consulenza della genetista Marina Baldi, incaricata dalla difesa di Sempio, definisce il dato genetico “fragile, parziale e non individualizzante”, sostenendo che non sia sufficiente per formulare una conclusione accusatoria scientificamente solida.

Secondo la consulenza, inoltre, sulle unghie di Chiara Poggi sarebbe stato isolato anche un secondo profilo maschile ancora ignoto. Per questo la difesa invita alla prudenza, sostenendo che restano aperte diverse ipotesi alternative: dal trasferimento secondario alla contaminazione accidentale, fino alla presenza di un semplice Dna di fondo non collegato all’azione omicidiaria.

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