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Garlasco, l’analisi della Nasa sull’impronta 33: “Ora la verità”

Pubblicato: 28/05/2026 14:45

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, una traccia rimasta per anni ai margini dell’inchiesta torna improvvisamente al centro del caso. È la cosiddetta “impronta 33”, rilevata sul muro della scala dove venne trovato il corpo della giovane.

Secondo le nuove analisi depositate dalla difesa di Alberto Stasi, quella traccia conterrebbe sangue e potrebbe essere attribuita ad Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato nell’ambito delle indagini riaperte dalla Procura di Pavia.

L’analisi con un software usato dalla Nasa

Per riesaminare l’impronta, i consulenti della difesa di Stasi hanno utilizzato un software normalmente impiegato dalla Nasa per l’analisi dello spettro cromatico dei corpi celesti.

L’algoritmo è stato applicato alle fotografie dei reperti presenti sulla scena del crimine, confrontando l’impronta 33 con le tracce 42 e 45, considerate sicuramente ematiche per la loro colorazione rossastra.

Secondo i consulenti, tutte e tre le tracce presenterebbero caratteristiche cromatiche compatibili con la presenza di sangue.

Il genetista: «Le caratteristiche sono sicuramente ematiche»

A spiegare i risultati è stato il genetista Pasquale Linarello, consulente della difesa di Stasi, intervenuto durante la trasmissione Mattino 5.

«La 42 e la 45 sono cromaticamente tracce rosse, lo si vede immediatamente dalle fotografie», ha spiegato Linarello. «Con questo software sono state analizzate due tracce sicuramente ematiche e sono state comparate con una parte dell’impronta 33, quella raschiata dal muro e più marcata dalla ninidrina, che presenta le stesse caratteristiche cromatiche».

Lo scontro con la difesa di Sempio

Il tema divide gli esperti e alimenta lo scontro tra le parti.

Linarello ha difeso anche il lavoro dei consulenti incaricati dalla Procura: «Non possiamo pensare che professionisti esperti abbiano confuso i solchi dell’intonaco con impronte».

Una posizione opposta rispetto alla linea difensiva di Sempio, che continua a contestare l’attendibilità della traccia.

Anche l’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, ha ribadito la validità della consulenza: «Ci dicevano che i nostri consulenti fossero alchimisti, per questo abbiamo scelto un algoritmo certificato».

L’impronta potrebbe essere attribuita a Sempio

Secondo la Procura, l’impronta 33 sarebbe compatibile con quella di Andrea Sempio.

Gli inquirenti ritengono particolarmente rilevanti quattro “minuzie”, cioè dettagli caratteristici dell’impronta, considerati sufficientemente significativi da rendere difficile una sovrapposizione casuale con altre tracce.

Per anni, però, quell’impronta era rimasta in una sorta di limbo investigativo: inizialmente giudicata interessante, era stata successivamente accantonata perché ritenuta priva di minuzie sufficienti e considerata non ematica.

Le nuove analisi ribaltano ora quella conclusione.

«Se confermata, sarebbe la prova regina»

Il dibattito resta apertissimo e il nodo verrà discusso dai periti nelle prossime fasi dell’inchiesta.

Secondo la giornalista Elisabetta Cametti, intervenuta sul caso, il dato decisivo sarebbe proprio la possibile “databilità” della traccia: «Era bagnata. Se verrà dimostrato che le minuzie sono di Sempio, questa impronta diventa databile».

E ha aggiunto: «Se tutto verrà confermato, questa sarebbe la prova regina, la pistola fumante che tutti sostengono non esista».

L’impronta 33 torna così a essere uno degli elementi più controversi e potenzialmente decisivi dell’intera vicenda di Garlasco.

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