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Drone in Romania, la Nato evita lo scontro ma scopre la sua vulnerabilità

Pubblicato: 30/05/2026 07:19

Un drone russo entra nello spazio aereo della Romania, provoca feriti e porta la Nato a un passo da una delle crisi più delicate degli ultimi anni. Per alcune ore, nella notte tra giovedì e venerdì, all’interno dell’Alleanza Atlantica si sono susseguite consultazioni frenetiche. Sul tavolo è finita persino l’ipotesi di una risposta proporzionata. Alla fine, però, ha prevalso la linea della prudenza.

L’episodio è stato definito un incidente, un danno collaterale della guerra in Ucraina, e la risposta si è limitata alla condanna diplomatica e al rafforzamento delle difese aeree sul fianco orientale. Una scelta che evita l’escalation con Mosca ma che, allo stesso tempo, evidenzia una debolezza che preoccupa sempre di più le cancellerie europee.

Dietro la prudenza dell’Alleanza c’è una consapevolezza precisa. Trasformare l’incidente in uno scontro diretto significherebbe accettare il rischio di un allargamento del conflitto. Per questo Bucarest si è limitata a convocare l’ambasciatore russo e ad espellere un diplomatico, mentre la Nato ha escluso fin dall’inizio il ricorso all’articolo 5, quello che prevede la difesa collettiva in caso di attacco a un Paese membro.

Un corridoio violato da mesi

Le informazioni raccolte nelle ore successive mostrano però che non si è trattato di un episodio imprevedibile. Il drone faceva parte di uno sciame di decine di velivoli diretti verso obiettivi ucraini e la sua traiettoria è stata monitorata per diversi minuti dalle difese romene. I militari hanno scelto di non abbatterlo per evitare il rischio che i detriti potessero precipitare su aree abitate provocando conseguenze ancora più gravi.

Il problema è che quel tratto di cielo tra la Romania, la Moldavia e il Mar Nero viene attraversato sempre più spesso dai droni russi. Si tratta di una rotta considerata particolarmente utile per raggiungere alcune zone dell’Ucraina meridionale e che negli ultimi mesi è stata interessata da numerose violazioni e sconfinamenti. Un fenomeno monitorato costantemente dalla Nato ma che finora non aveva prodotto conseguenze così evidenti.

L’Alta rappresentante europea per la politica estera, Kaja Kallas, ha sintetizzato il problema con una frase destinata a lasciare il segno: «La Russia ha smesso da tempo di rispettare i confini». Un’affermazione che fotografa la crescente preoccupazione europea di fronte a una guerra che, pur restando formalmente confinata in Ucraina, continua a generare effetti diretti sul territorio dell’Alleanza.

Più difese, meno illusioni

L’incidente ha anche mostrato i limiti delle attuali capacità europee di contrasto ai droni. Intercettare sistematicamente questi velivoli è costoso e complesso. Mosca può lanciare sciami di droni a basso costo da piattaforme mobili difficili da individuare, mentre le difese occidentali devono utilizzare sistemi molto più sofisticati e onerosi. Inoltre, la rete di sensori europea non è ancora sviluppata quanto quella costruita dall’Ucraina dopo anni di guerra.

Per questo la risposta scelta dalla Nato sarà soprattutto militare sul piano difensivo. L’Alleanza trasferirà nuove capacità di difesa aerea in Romania e rafforzerà i sistemi anti-drone lungo il confine orientale. Il segretario generale Mark Rutte ha assicurato che la Nato è pronta a difendere «ogni centimetro del territorio alleato», definendo l’episodio un comportamento «sconsiderato» da parte della Russia.

La sensazione che emerge a Bruxelles è che il vero problema non sia il singolo drone caduto in Romania. Il punto è che l’Europa si trova sempre più spesso nella zona grigia tra pace e guerra. Non è coinvolta direttamente nel conflitto, ma ne subisce gli effetti in modo crescente. Ed è proprio questa condizione a spingere l’Alleanza ad accelerare sul rafforzamento delle difese. Perché se l’episodio viene ufficialmente definito un incidente, nelle capitali europee cresce il timore che incidenti come questo possano diventare sempre meno eccezionali.

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Ultimo Aggiornamento: 30/05/2026 17:12

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