
È morto Gianni Mattioli, uno dei nomi più rappresentativi dell’ambientalismo italiano e tra i protagonisti della stagione politica che ha portato le tematiche ecologiche al centro del dibattito istituzionale. La notizia della sua scomparsa ha immediatamente suscitato reazioni e messaggi di cordoglio nel mondo politico e culturale.
A dare l’annuncio è stato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che ha espresso profonda commozione per la perdita. «Con profondo dolore apprendo della scomparsa di Gianni Mattioli», ha dichiarato, ricordandolo come «uno dei protagonisti più autorevoli dell’ambientalismo italiano».
Bonelli ha sottolineato come Mattioli sia stato una figura capace di unire rigore scientifico, impegno civile e passione politica. «Se ne va un uomo che ha saputo coniugare rigore scientifico, impegno civile e passione politica», ha aggiunto, evidenziando la portata del suo contributo al dibattito pubblico.

Tra i passaggi più significativi del suo ricordo, Bonelli ha richiamato anche la storica battaglia antinucleare, condotta insieme a Massimo Scalia, che ha segnato una fase cruciale della politica energetica italiana. «È stato uno dei principali artefici della storica battaglia antinucleare che ha cambiato il nostro Paese», ha affermato.
Secondo il deputato di Avs, Mattioli è stato un punto di riferimento dell’ambientalismo scientifico, impegnato nella costruzione di modelli energetici sostenibili e nella diffusione di una cultura ecologista fondata sulla conoscenza e sulla responsabilità verso le future generazioni.
Il cordoglio si è esteso anche alla dimensione più personale e politica del suo impegno. Bonelli ha parlato di una perdita significativa per il movimento ecologista e per l’intero Paese. «La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per il movimento ecologista, per la politica e per l’Italia», ha dichiarato.
Nel messaggio è stato espresso anche un pensiero rivolto ai familiari e a chi ha condiviso con Mattioli il suo lungo percorso di impegno civile. «A nome di Europa Verde e mio personale esprimo il più sincero cordoglio ai suoi familiari», ha aggiunto Bonelli.
Gianni Mattioli era nato a Genova nel 1940. Laureato in Fisica all’Università “La Sapienza” di Roma nel 1964, aveva successivamente intrapreso la carriera accademica, diventando docente della stessa disciplina nel 1973.
Sul piano politico era stato eletto alla Camera nel 1987 con la Lista Verde, rimanendo in Parlamento fino al 2001. Nel corso della sua carriera aveva ricoperto anche l’incarico di sottosegretario ai Lavori Pubblici nei governi Prodi e D’Alema e successivamente quello di ministro per le Politiche comunitarie nel governo Amato.
Con la sua scomparsa si chiude la vicenda umana e politica di una figura che ha contribuito in modo decisivo alla crescita della cultura ambientalista in Italia, lasciando un’eredità ancora oggi centrale nel dibattito sulle politiche energetiche e ambientali.


