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Salis contro la parata del 2 giugno, bufera sulla proposta: “Abolirla”. Arriva la risposta di Meloni

Pubblicato: 02/06/2026 16:42

La Festa della Repubblica si trasforma in campo di battaglia politica. A scatenare la polemica è Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, che nel giorno delle celebrazioni del 2 giugno ha lanciato una proposta destinata a far discutere: abolire la tradizionale parata militare ai Fori Imperiali. Secondo Salis, in un momento segnato da guerre, riarmo e tensioni internazionali, occorrerebbe una scelta netta e controcorrente: restituire alla festa il suo carattere civile, popolare e democratico, liberandola dalla componente militare. Una posizione che ha acceso immediatamente reazioni durissime da più parti, con in testa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La risposta di Meloni: “Dichiarazioni vergognose e indegne”

La premier non ha usato mezzi termini. Intervenendo direttamente sui social, Meloni ha definito le parole di Salis non solo «vergognose» ma «indegne» verso le migliaia di uomini e donne in divisa che ogni giorno servono l’Italia con disciplina, onore e spirito di sacrificio. Per la presidente del Consiglio, la Festa della Repubblica e la parata non celebrano una semplice ricorrenza istituzionale: rappresentano l’identità della Nazione, il senso dello Stato e il valore di chi quello Stato lo difende, lo rappresenta e lo onora. «Disprezzare tutto questo da ruoli istituzionali», ha scritto Meloni, «significa non aver capito nulla della nostra storia, della Repubblica e del dovere che si ha verso di essa».

La proposta di Salis ha trovato poco terreno fertile anche nel confronto storico. Diversi utenti sui social hanno ricordato figure della sinistra storica italiana — da Sandro Pertini a Enrico Berlinguer — chiedendosi se questi avrebbero mai attaccato la celebrazione del 2 giugno. Il punto politico sollevato dai critici è netto: la parata non appartiene a una parte politica, ma alla storia repubblicana nel suo complesso.

Il significato della parata oltre le divise

Chi difende la sfilata del 2 giugno sottolinea che ridurla a un simbolo di militarismo significa ignorare la sua evoluzione nel tempo. Accanto alle Forze armate sfilano anche corpi civili, volontari, operatori della protezione civile, del soccorso, delle missioni internazionali e della sicurezza quotidiana. La parata è dunque una rappresentazione pubblica dello Stato nella sua interezza, della sua storia e delle sue articolazioni, non una dimostrazione di forza bellica. Confondere il rifiuto della guerra con la delegittimazione delle istituzioni rischia, secondo i critici, di impoverire il senso profondo della festa e di dividere anziché unire il Paese in una data che dovrebbe appartenergli tutto intero.

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Ultimo Aggiornamento: 02/06/2026 22:11

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