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Tifoso ferito prima del derby, il giallo dei soccorsi: “Marco era a terra in una pozza di sangue”

Pubblicato: 02/06/2026 11:27

Mentre proseguono le indagini sul grave ferimento di Marco Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni rimasto coinvolto negli scontri avvenuti prima del derby Torino-Juventus del 24 maggio, emerge un nuovo fronte che potrebbe finire sotto la lente degli investigatori: quello relativo ai tempi dei soccorsi e alle modalità con cui è stata gestita l’emergenza.
La Procura di Torino continua a lavorare per ricostruire la dinamica dell’accaduto e individuare l’oggetto che avrebbe provocato le gravissime lesioni riportate dal tifoso bianconero. Parallelamente, però, amici, familiari e testimoni presenti quel giorno si interrogano sull’assistenza ricevuta nei minuti successivi al ferimento.

I dubbi sull’arrivo dei soccorsi

Secondo diverse testimonianze raccolte nelle ultime ore, l’intervento sanitario non sarebbe stato immediato. Alcuni presenti parlano di un’attesa di circa 40-45 minuti, mentre alcuni familiari ritengono che il tempo trascorso possa essere stato addirittura più lungo.

«Marco era a terra, con gli occhi aperti ma fissi nel vuoto. Era circondato dal sangue e continuavamo a chiedere aiuto», raccontano alcuni tifosi che si trovavano nelle vicinanze al momento dell’aggressione.

Proprio la gestione dei soccorsi potrebbe ora diventare oggetto di ulteriori approfondimenti per chiarire se tutte le procedure previste siano state seguite correttamente.

La precisazione di Azienda Zero

Nelle ultime ore è arrivata una precisazione ufficiale da parte di Azienda Zero Piemonte, che coordina il sistema di emergenza sanitaria regionale. Secondo quanto comunicato, la sera del derby al Numero Unico di Emergenza 112 non sarebbe arrivata alcuna richiesta di intervento riferita al ferimento di Marco Basoccu.

Il trentaseienne sarebbe stato inizialmente assistito da un’ambulanza privata incaricata del servizio sanitario previsto all’interno dell’evento sportivo. Si tratta di un mezzo che opera nell’ambito dell’assistenza agli spettatori ma che non fa parte del sistema di emergenza territoriale del 118. Un elemento che alimenta ulteriori interrogativi tra chi era presente sul posto, soprattutto considerando la gravità delle condizioni in cui il tifoso sarebbe apparso fin dai primi momenti. Infatti, in caso di emergenza sanitaria, i titolari dei servizi di ambulanza privati sono tenuti a chiamare la centrale dell’emergenza sanitaria, come tutti i cittadini, questo per un migliore coordinamento degli interventi di soccorso.

Perché non è intervenuto subito un mezzo medicalizzato?

Tra le domande che continuano a circolare vi è soprattutto quella relativa all’eventuale attivazione di un’ambulanza medicalizzata, anche se la risposta è piuttosto chiara: era presente un’ambulanza privata e il personale (evidentemente) non ha ritenuto di contattare il 112-118 per segnalare la situazione relativa al ferito. I testimoni descrivono però una situazione estremamente critica sin dall’inizio, con il tifoso apparentemente privo di coscienza e gravemente ferito.

Al momento non risultano contestazioni formali né risultano accertamenti specifici aperti su questo aspetto, ma resta da chiarire come sia stata gestita la catena dei soccorsi e chi abbia attivato concretamente l’intervento sanitario. Secondo quanto ricostruito finora, il 118 di Torino sarebbe entrato in azione soltanto successivamente, occupandosi del trasferimento del paziente dall’ospedale Mauriziano all’ospedale Molinette.

Le condizioni di Marco Basoccu migliorano

Sul fronte sanitario arrivano intanto notizie incoraggianti. Dopo giorni di forte preoccupazione, le condizioni del tifoso juventino continuano a mostrare segnali di miglioramento.

I medici delle Molinette di Torino, dove Basoccu è ricoverato nel reparto di terapia intensiva diretto dalla dottoressa Marinella Zanierato, hanno comunicato che il paziente è stato estubato e che si registrano progressi anche dal punto di vista neurologico.

La prognosi resta comunque riservata e i sanitari mantengono la massima cautela sull’evoluzione del quadro clinico.

L’inchiesta continua

L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Paolo Scafi, che sta raccogliendo elementi utili per ricostruire con precisione quanto accaduto prima della partita. Tra gli accertamenti in corso figurano l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza e dei filmati acquisiti dagli investigatori, compresi quelli ripresi dal drone della polizia che sorvolava l’area nelle fasi precedenti agli scontri.

Gli investigatori stanno cercando di individuare il responsabile del ferimento e di stabilire quale oggetto abbia provocato le lesioni che hanno rischiato di costare la vita al tifoso bianconero. Mentre Marco Basoccu continua la sua lenta ripresa in ospedale, resta aperto il doppio interrogativo che accompagna questa vicenda: chi lo ha colpito e se avrebbe potuto ricevere assistenza più rapidamente nei minuti decisivi successivi all’aggressione.

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Ultimo Aggiornamento: 02/06/2026 11:31

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