
Dopo giornate caratterizzate da condizioni atmosferiche relativamente stabili, il quadro meteorologico si prepara a cambiare su una parte significativa del territorio. L’evoluzione prevista per le prossime ore indica infatti un graduale aumento dell’instabilità, con la formazione di fenomeni temporaleschi che potrebbero risultare localmente intensi e accompagnati da condizioni avverse.
Come spesso accade nelle fasi di transizione atmosferica, il contrasto tra masse d’aria differenti può favorire lo sviluppo di celle temporalesche capaci di evolvere rapidamente. In questi contesti, gli effetti al suolo possono variare sensibilmente anche nel raggio di pochi chilometri, alternando zone interessate da precipitazioni intense ad altre che rimangono ai margini dei fenomeni più significativi.
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Peggioramento atteso al Nord Italia
La nuova fase di maltempo interesserà soprattutto il Nord Italia, dove nel corso della giornata è previsto un aumento dell’attività temporalesca tra le aree alpine, prealpine e parte della Pianura Padana centro-occidentale. Le condizioni atmosferiche potranno favorire la formazione di rovesci localmente intensi, accompagnati da forti raffiche di vento e possibili episodi di grandine.
I fenomeni più rilevanti sono attesi tra il pomeriggio e la tarda serata, quando l’instabilità tenderà ad aumentare progressivamente. In questo contesto, il servizio PRETEMP, gruppo di lavoro specializzato nello studio e nella previsione dei fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano, ha diffuso una previsione probabilistica evidenziando le aree maggiormente esposte ai rischi meteorologici.

La situazione delineata da PRETEMP
Secondo l’analisi diffusa dagli esperti, il geopotenziale è previsto in graduale diminuzione soprattutto sulle regioni settentrionali, mentre un sistema perturbato di origine atlantica tenderà ad avvicinarsi tra la serata e le ore successive. Questo scenario favorirà un incremento dell’instabilità non solo sull’Italia settentrionale, ma anche tra Francia e Svizzera.
Nel frattempo, correnti nord-occidentali in quota potranno innescare isolati temporali diurni anche lungo le aree appenniniche del Centro-Sud. Tuttavia, i fenomeni più organizzati sono attesi nelle zone alpine e prealpine, dove le condizioni risulteranno maggiormente favorevoli allo sviluppo convettivo.
Gli esperti evidenziano come il quadro generale rientri in un livello di pericolosità contenuto, con temporali prevalentemente associati a piogge intense di breve durata, grandine generalmente di dimensioni ridotte e locali rinforzi del vento.

Attenzione tra Alpi e Pianura Padana
Particolare attenzione viene rivolta alle aree comprese tra Francia, Svizzera e arco alpino, dove l’ingresso di aria più fresca in quota potrebbe favorire la nascita di sistemi temporaleschi multicellulari. In queste situazioni il rischio principale è rappresentato da precipitazioni intense concentrate in tempi brevi, accompagnate da raffiche di vento e locali grandinate.
Più incerta appare invece l’evoluzione sul versante meridionale delle Alpi e sulla Pianura Padana centro-occidentale. Alcuni modelli previsionali suggeriscono infatti la possibilità che le celle temporalesche possano estendersi verso le zone di pianura durante la serata e la tarda serata.
Qualora questo scenario dovesse concretizzarsi, non si esclude la formazione di temporali più vigorosi rispetto al quadro generale previsto. Le condizioni atmosferiche presenti in pianura potrebbero infatti sostenere fenomeni capaci di produrre piogge particolarmente intense, forti raffiche di vento e grandine con diametro fino a 2-3 centimetri.
Le ore più delicate della giornata
Al momento gli esperti non ritengono necessario attribuire un livello superiore di pericolosità, ma invitano a monitorare con attenzione l’evoluzione delle prossime ore. La fase più delicata è attesa tra il tardo pomeriggio e la notte, quando l’interazione tra l’aria più fresca in arrivo e quella più calda presente nei bassi strati potrebbe favorire un aumento dell’attività temporalesca.
L’attenzione resta quindi puntata soprattutto sul Nord Italia, dove il rischio di temporali, forti piogge, raffiche di vento e grandine potrebbe risultare più elevato rispetto al resto del Paese. L’evoluzione effettiva dei fenomeni dipenderà dalla capacità delle celle temporalesche di organizzarsi e di spingersi dalle aree montuose verso le pianure nel corso della serata.


