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“Cannavaro circondato dalla polizia”. Shock ai Mondiali, proprio in questi istanti

Pubblicato: 09/06/2026 11:36

Controlli rigorosi, perquisizioni approfondite e verifiche che stanno facendo discutere delegazioni e tifosi. In vista dei Mondiali 2026 negli Stati Uniti, le procedure di sicurezza negli aeroporti americani si stanno rivelando particolarmente severe, coinvolgendo anche personaggi di primo piano del calcio internazionale. Tra questi c’è Fabio Cannavaro, commissario tecnico dell’Uzbekistan, sottoposto a controlli con metal detector e cani antidroga all’arrivo nel Paese.

L’ex capitano dell’Italia campione del mondo nel 2006 era insieme alla delegazione uzbeka, qualificata per la prima volta nella sua storia alla Coppa del Mondo. Le verifiche hanno interessato giocatori, dirigenti e componenti dello staff tecnico nell’ambito dei protocolli di sicurezza predisposti dalle autorità statunitensi.

Le immagini dei controlli, diffuse sui social network e rilanciate da numerosi utenti, sono diventate rapidamente virali. Nei video si vedono gli agenti impegnati nelle procedure di ispezione, comprese quelle effettuate con i cani antidroga, che hanno coinvolto anche lo stesso Cannavaro.

Ma quello dell’ex difensore azzurro non è un caso isolato. Nelle ultime settimane altri protagonisti del calcio internazionale hanno raccontato esperienze simili negli aeroporti statunitensi. Tra gli episodi che hanno suscitato maggiore attenzione c’è quello dell’attaccante iracheno Aymen Hussein, trattenuto e interrogato per circa sette ore all’aeroporto di Chicago prima di poter proseguire il viaggio.

Ancora più controversa la vicenda che avrebbe coinvolto un arbitro proveniente dalla Somalia, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stato respinto e rimandato nel proprio Paese senza spiegazioni ufficiali da parte delle autorità americane.

A far discutere è stato anche il caso del centrocampista senegalese Pathé Ciss. Il giocatore del Rayo Vallecano è arrivato negli Stati Uniti con alcuni giorni di ritardo rispetto al resto della nazionale e sarebbe stato sottoposto a controlli direttamente sulla pista dell’aeroporto. Le immagini dell’episodio hanno rapidamente fatto il giro del web alimentando il dibattito.

Le procedure adottate dagli Stati Uniti dividono osservatori e addetti ai lavori. Da una parte c’è chi ritiene che simili controlli siano eccessivamente invasivi nei confronti di atleti e delegazioni ufficiali impegnate in una manifestazione internazionale. Dall’altra, le autorità americane rivendicano la necessità di mantenere elevati standard di sicurezza.

Le misure, del resto, erano state annunciate da tempo e rientrano nelle politiche sulla sicurezza e sull’immigrazione promosse dall’amministrazione del presidente Donald Trump, che ha più volte ribadito la volontà di rafforzare i controlli alle frontiere anche in occasione di grandi eventi internazionali.

Con l’avvicinarsi del Mondiale, destinato a richiamare milioni di visitatori da tutto il mondo, è probabile che episodi simili continuino a far discutere. Intanto le immagini di Fabio Cannavaro controllato dai cani antidroga sono diventate uno dei simboli più evidenti del clima di massima attenzione che accompagna l’ingresso negli Stati Uniti.

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