
Un nuovo tassello si aggiunge alle indagini parlamentari sulla scomparsa di Mirella Gregori, la quindicenne svanita nel nulla il 7 maggio 1983 a Roma. Davanti alla Commissione bicamerale d’inchiesta sui casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi è stata ascoltata Loredana Di Ruggiero, il cui nome compare in uno dei diari scolastici della ragazza scomparsa.
La testimone ha raccontato di aver scoperto solo recentemente di essere citata negli appunti di Mirella. «Non immaginavo che il mio nome comparisse nel suo diario», ha spiegato ai commissari, precisando che il rapporto più stretto era in realtà con Antonietta Gregori, sorella della giovane.
“Con Mirella giocavamo in strada”
Durante l’audizione, Di Ruggiero ha ricostruito i rapporti tra le due famiglie, che vivevano nella stessa zona di Roma. I suoi genitori gestivano un bar in via Nomentana, non lontano dall’abitazione dei Gregori. “Con Mirella ci incontravamo per giocare in strada, ma non siamo mai uscite insieme”, ha dichiarato, sottolineando come la frequentazione fosse limitata ai momenti trascorsi nel quartiere.
Il ricordo del giorno della scomparsa
Uno dei passaggi più significativi della testimonianza riguarda il ricordo della sera in cui si diffuse la notizia della sparizione della ragazza.
«Ricordo che una sera mia madre tornò a casa sconvolta e ci disse che Mirella era scomparsa», ha raccontato.
Successivamente, in famiglia si sarebbe parlato di alcuni particolari legati alle ultime ore della quindicenne. Secondo quanto riferito dalla testimone, qualcuno avrebbe citofonato all’abitazione dei Gregori e Mirella sarebbe uscita pronunciando una frase rimasta impressa nella memoria di chi la conosceva: «Ora torno».
I riferimenti alla “tratta delle bianche”
Nel corso degli anni, il caso è rimasto un argomento ricorrente nelle conversazioni familiari della testimone.
«A tavola si parlava della cosiddetta “tratta delle bianche” e mia madre ripeteva spesso che Mirella non sarebbe più stata ritrovata», ha riferito davanti alla Commissione. Si tratta di considerazioni e ricordi personali che si inseriscono nel contesto delle numerose ipotesi emerse nel corso di oltre quattro decenni di indagini, senza che sia mai stata accertata una verità definitiva sulla sorte della giovane.
Una famiglia descritta come riservata
Di Ruggiero ha inoltre fornito una descrizione del contesto familiare di Mirella Gregori, ricordando genitori particolarmente attenti e protettivi. “Noi avevamo più libertà nel pomeriggio, loro erano cresciute con regole più rigide”, ha spiegato, descrivendo il padre come severo e la madre molto premurosa nei confronti delle figlie.
La Commissione parlamentare continua a raccogliere testimonianze e documenti nel tentativo di fare luce su uno dei più misteriosi casi di scomparsa della cronaca italiana, ancora irrisolto a oltre quarant’anni dai fatti.


