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Inchiesta, ritardi e stipendi d’oro: quanto ci sta costando davvero il Ponte sullo Stretto

Pubblicato: 10/06/2026 19:06

Il Ponte sullo Stretto di Messina continua a far discutere, non solo per le polemiche tecniche e politiche che accompagnano il progetto, ma anche per i costi che continuano a gravare sulle casse pubbliche nonostante l’opera non sia ancora stata realizzata. L’ultima inchiesta della Procura di Roma, che coinvolge alcune figure legate all’iter autorizzativo del progetto, si inserisce in un contesto già caratterizzato da rinvii, ricorsi, contestazioni e continui ostacoli burocratici. Nel frattempo, la spesa sostenuta dallo Stato continua a crescere e riguarda sia il funzionamento della società incaricata di realizzare il collegamento tra Calabria e Sicilia sia le possibili conseguenze economiche dei contenziosi ancora aperti.

L’inchiesta per corruzione e i sospetti sul via libera al progetto

Al centro delle indagini della Procura di Roma ci sono l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio. Secondo gli investigatori, sarebbero stati avviati contatti e promesse finalizzati a favorire un esito positivo delle procedure relative al Ponte sullo Stretto presso la Corte dei Conti.

L’ipotesi accusatoria sostiene che a Miele sarebbero stati prospettati incarichi in enti pubblici o società partecipate dopo il pensionamento, in cambio di un sostegno alle pratiche riguardanti il progetto. Le contestazioni comprendono diversi reati, tra cui corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Tutti gli interessati hanno respinto ogni accusa e si dichiarano estranei ai fatti contestati.

Tra ricorsi e ostacoli tecnici il progetto continua a rallentare

Negli ultimi anni il percorso del Ponte sullo Stretto è stato caratterizzato da numerose difficoltà. Ai dubbi tecnici relativi alla sicurezza sismica dell’opera e alla complessità strutturale del progetto si sono aggiunti gli iter ambientali, le prescrizioni imposte dagli enti competenti, i ricorsi presentati dai cittadini coinvolti negli espropri e le contestazioni di diverse associazioni.

Questo insieme di fattori ha determinato continui slittamenti delle scadenze annunciate dal governo e dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Anche la recente bocciatura da parte della Corte dei Conti ha contribuito ad allungare ulteriormente i tempi di approvazione definitiva dell’opera.

La Stretto di Messina Spa costa oltre 19 milioni di euro all’anno

Nonostante il Ponte non sia ancora stato costruito, la società pubblica Stretto di Messina Spa, incaricata di sviluppare il progetto, continua a sostenere costi significativi. Dal rilancio deciso dal governo nel 2023, la struttura aziendale è cresciuta rapidamente.

Secondo gli ultimi dati disponibili, la società conta 114 dipendenti, tra cui 21 dirigenti, 66 quadri e 27 impiegati. Soltanto il costo dei dirigenti supera i 6 milioni di euro annui, mentre la spesa complessiva per il personale ha raggiunto circa 11,5 milioni di euro, in aumento di oltre il 30% rispetto all’anno precedente.

A queste cifre si aggiungono i costi degli organi societari. Il consiglio di amministrazione pesa per oltre 400 mila euro l’anno, il comitato scientifico per circa 480 mila euro, mentre collegio sindacale e organismo di vigilanza comportano ulteriori esborsi. Sommando consulenze, servizi informatici, spese legali e assicurative, il costo annuale della società supera i 19 milioni di euro.

Il conto complessivo continua a crescere

Oltre alle spese correnti esistono poi i costi potenziali che potrebbero incidere in maniera significativa sui conti pubblici. Il valore complessivo dell’opera è ormai stimato in 14,5 miliardi di euro, una cifra nettamente superiore rispetto alle previsioni originarie formulate oltre vent’anni fa.

Resta inoltre aperta la questione del contenzioso tra la Stretto di Messina Spa ed Eurolink, il consorzio guidato da Webuild che avrebbe richiesto circa 700 milioni di euro di risarcimento per la mancata esecuzione del contratto dopo lo stop del 2012. Una vicenda che potrebbe avere ulteriori conseguenze economiche qualora la controversia dovesse concludersi con un esito sfavorevole per lo Stato.

Mentre il dibattito politico continua a dividersi tra sostenitori e oppositori dell’opera, una certezza rimane: il Ponte sullo Stretto non è ancora realtà, ma continua già a generare costi rilevanti per le finanze pubbliche.

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