
Prosegue senza sosta lo sciame sismico che da ore interessa l’area appenninica al confine tra Emilia-Romagna e Liguria, con epicentro localizzato tra i comuni di Bedonia e Tornolo, in provincia di Parma. Una sequenza di eventi di lieve entità che continua a essere monitorata dagli esperti.
Nelle ultime ore nuove scosse sono state registrate durante la notte tra martedì e mercoledì. L’evento più recente ha raggiunto una magnitudo di 2.1, rilevata intorno all’1:30, preceduta da altri due movimenti tellurici di magnitudo 1.7 e 1.6, avvenuti rispettivamente alle 00:40 e alle 02:15.
La fase sismica è iniziata già nella notte precedente e, secondo le rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), sono state registrate oltre venti scosse in poche ore. Un numero significativo che conferma l’attività in corso lungo questo tratto dell’Appennino.

L’evento più intenso è stato registrato nella mattinata di martedì alle 10:36, quando la terra ha tremato con una magnitudo di 3.4. Le altre scosse hanno invece avuto valori compresi tra 2.0 e 2.9, mantenendosi su livelli moderati ma percepibili dalla popolazione.
I primi segnali dello sciame erano già emersi nei giorni precedenti. Alcuni eventi sismici erano infatti stati registrati anche nella giornata di domenica, anticipando la fase più intensa che si è sviluppata tra lunedì e martedì.
Le vibrazioni non sono rimaste circoscritte alla provincia di Parma. Diverse scosse sono state chiaramente avvertite anche nel Genovesato e nel Levante ligure, in particolare nell’area del Tigullio, dove numerosi cittadini hanno segnalato il fenomeno.
Sui social network e nei gruppi locali online sono comparsi decine di messaggi provenienti da residenti di località come Riva Trigoso e Casarza Ligure, che hanno raccontato di aver percepito il tremore, soprattutto durante le ore notturne.
Nonostante la frequenza degli eventi registrati, al momento non risultano danni a persone o strutture. Le autorità continuano comunque a seguire l’evoluzione dello sciame sismico, mentre gli esperti invitano a mantenere l’attenzione senza creare allarmismi.
L’episodio riporta l’attenzione sulla sismicità dell’Appennino settentrionale e sulla vulnerabilità di alcune aree della Liguria orientale, territori che pur non essendo tra i più esposti d’Italia sono considerati a rischio sismico non trascurabile e periodicamente interessati da fenomeni di questo tipo.


