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Caso ricina, denunciata un’amica di famiglia: accusa grave

Pubblicato: 12/06/2026 14:51

Si complica ulteriormente l’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, decedute nel dicembre scorso a Pietracatella, in provincia di Campobasso, in un caso che gli investigatori continuano a esaminare come un presunto avvelenamento da ricina.

Una stretta amica della famiglia è stata denunciata per favoreggiamento dopo essere stata ascoltata più volte dagli investigatori come persona informata sui fatti. Secondo quanto emerso, la donna avrebbe sempre negato l’esistenza di problemi o tensioni all’interno del nucleo familiare.

Gli accertamenti svolti dalla Questura avrebbero però portato a una conclusione diversa. Gli investigatori ritengono infatti che la donna fosse a conoscenza di alcune dinamiche familiari considerate rilevanti per l’inchiesta e che abbia scelto di non riferirle durante gli interrogatori. Proprio questi riscontri avrebbero determinato la denuncia per aver ostacolato le indagini.

Gli investigatori puntano sulle tensioni familiari

La vicenda non sarebbe isolata. Nel corso dell’inchiesta, diversi conoscenti della famiglia sarebbero stati convocati per essere ascoltati dagli investigatori e, secondo quanto trapela, alcuni testimoni avrebbero mostrato reticenze nel raccontare episodi e circostanze ritenuti importanti.

Le audizioni proseguono ancora oggi negli uffici della Questura, mentre gli inquirenti cercano di ricostruire il contesto in cui si è consumata la tragedia.

Tra le piste investigative più approfondite vi è quella relativa a presunte tensioni interne alla famiglia. Alcuni amici dei Di Vita avrebbero riferito di discussioni e contrasti che gli investigatori stanno verificando per comprenderne l’effettiva rilevanza.

Una ricostruzione che contrasta con quanto sostenuto pubblicamente dal padre di Antonella Di Ielsi, che nei giorni scorsi aveva escluso qualsiasi coinvolgimento o responsabilità da parte dei familiari.

Quattro persone sotto osservazione

Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa, l’attenzione degli investigatori sarebbe ancora concentrata su quattro persone, anche se il numero dei soggetti attenzionati potrebbe ridursi con il proseguire delle verifiche.

Fondamentale sarà l’esito degli esami autoptici eseguiti sui corpi delle due vittime. I risultati sono attesi entro circa venti giorni e potrebbero fornire elementi decisivi per chiarire le cause della morte e orientare definitivamente l’inchiesta.

Al momento non risultano contestazioni definitive né provvedimenti nei confronti delle persone finite sotto osservazione, mentre gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire ogni dettaglio della vicenda.

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