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“Chi vincerebbe oggi”. Sondaggi, il dato è chiarissimo: gli italiani votano così

Pubblicato: 12/06/2026 17:39

La crescita di Roberto Vannacci non accenna a rallentare. L’ultimo sondaggio realizzato dall’Istituto Noto per Porta a Porta fotografa un ulteriore balzo in avanti di Futuro Nazionale, che raggiunge il 4,5% delle intenzioni di voto. Un risultato che conferma il radicamento del nuovo soggetto politico e ne rafforza il peso negli equilibri del centrodestra.

Se il trend dovesse consolidarsi, il movimento guidato dall’ex generale potrebbe trasformarsi in una forza decisiva nelle future alleanze elettorali. La sua crescita, infatti, arriva in una fase in cui i rapporti di forza tra le coalizioni appaiono particolarmente equilibrati.

Sul fronte del governo, Fratelli d’Italia si mantiene stabile al 29,5%, confermandosi nettamente il primo partito italiano. Nessuna variazione significativa anche per gli alleati principali: Forza Italia e Lega sono entrambe accreditate del 7%, mentre Noi Moderati si attesta all’1,5%.

Nel complesso, la coalizione di centrodestra non registra né avanzamenti né arretramenti. Una fase di sostanziale stabilità che, pur non rappresentando un problema immediato per la maggioranza, evidenzia una certa difficoltà nell’ampliare il proprio consenso.

A catturare l’attenzione è soprattutto l’ascesa di Futuro Nazionale, che guadagna mezzo punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione. Un incremento che porta il partito di Vannacci a sfiorare la soglia del 5%, considerata strategica in vista delle prossime competizioni elettorali.

La crescita del movimento sta iniziando a produrre anche le prime tensioni all’interno dell’area conservatrice. Durante le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, la premier Giorgia Meloni ha lanciato un messaggio destinato agli alleati più critici: «Fate il gioco della sinistra, non siete la vera destra». Parole interpretate da molti osservatori come un riferimento diretto alla linea politica portata avanti da Vannacci.

Al momento, il centrodestra viene accreditato complessivamente del 46%, mentre il cosiddetto campo largo si ferma al 44%, in calo di un punto e mezzo rispetto alla precedente rilevazione. Un margine ridotto che rende ancora più rilevante il contributo potenziale delle forze minori.

Nel centrosinistra, il Partito Democratico resta il principale punto di riferimento della coalizione con il 20,5%, ma perde un punto percentuale. Il Movimento 5 Stelle si conferma stabile al 13%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra mantiene il 5,5% senza variazioni significative.

Tra le forze centriste esterne ai due schieramenti principali, Azione sale al 2,5% guadagnando mezzo punto, mentre Italia Viva arretra al 2%. Chiude il quadro il Partito Liberaldemocratico, accreditato dell’1%. Numeri che confermano una frammentazione ancora elevata e un quadro politico nel quale anche pochi punti percentuali possono risultare determinanti per la formazione delle future maggioranze.

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