
Il dibattito sul futuro del calcio mondiale si arricchisce di un nuovo capitolo, destinato a far discutere appassionati e addetti ai lavori. In occasione della partita inaugurale della Coppa del Mondo 2026, che ha visto contrapposte le selezioni di Messico e Sudafrica, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha rilasciato alcune dichiarazioni destinate a lasciare il segno. Parlando ai microfoni del canale brasiliano CazèTv, il numero uno del calcio mondiale ha aperto alla possibilità di una ulteriore e mastodontica espansione del torneo planetario, non risparmiando una frecciata ironica e piuttosto pungente nei confronti della Nazionale italiana.
L’allargamento del torneo
Il contesto attuale vede già una rivoluzione epocale, dato che la competizione in corso è la prima della storia a ospitare ben quarantotto squadre partecipanti. Questo ampliamento ha modificato radicalmente la struttura del torneo, aumentando il numero di match e coinvolgendo nazioni che storicamente faticavano a trovare spazio sul palcoscenico più prestigioso. Tuttavia, secondo quanto rivelato da Infantino, i vertici del calcio internazionale stanno già guardando oltre. Il presidente ha infatti confermato che all’interno del Consiglio della Fifa si è iniziato a discutere concretamente della fattibilità di un Mondiale a sessantaquattro squadre. Questa ipotesi garantirebbe un coinvolgimento ancora maggiore di tutti i continenti, trasformando l’evento in una kermesse globale senza precedenti, anche se solleva non pochi dubbi sulla gestione logistica e sul livello qualitativo medio delle partite.
La provocazione all’Italia
Durante l’intervista, il discorso si è inevitabilmente spostato sulle grandi escluse del calcio contemporaneo e sui meccanismi di qualificazione. Con un pizzico di ironia che ha subito fatto il giro dei siti sportivi sudamericani e internazionali, Gianni Infantino ha voluto lanciare una vera e propria stoccata alla Federazione italiana. Il presidente ha affermato che forse con un Mondiale a sessantaquattro squadre l’Italia potrebbe finalmente sperare di qualificarsi, aggiungendo poi in modo provocatorio che si potrebbe addirittura pensare di allargare il torneo a duecentotto nazionali pur di essere sicuri di vedere la selezione azzurra di nuovo in campo nella fase finale. La battuta, pur mantenendo un tono apparentemente leggero, tocca un tasto scoperto per il calcio italiano, reduce da anni difficili dal punto di vista dei risultati e della continuità nei tornei che contano.
Il periodo di prova
Nonostante le suggestioni e le provocazioni del momento, il vertice della Fifa ha voluto precisare che non verranno prese decisioni affrettate nel breve periodo. La priorità assoluta della federazione internazionale resta quella di valutare l’andamento e la riuscita dell’attuale Coppa del Mondo a quarantotto squadre. Questo formato rappresenta già una sfida organizzativa imponente e solo dopo aver analizzato i dati economici, il gradimento del pubblico e la tenuta fisica degli atleti si potrà pensare a un eventuale e ulteriore allargamento. La domanda sul futuro del format resta aperta sul tavolo del Consiglio, ma ogni passo successivo dipenderà inevitabilmente dai feedback raccolti durante questa prima storica edizione allargata.


