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Il famoso interprete trovato morto in casa a Milano: c’è la svolta shock

Pubblicato: 15/06/2026 09:32

La cronaca nera milanese si arricchisce di un capitolo cupo e drammatico che scuote il quartiere di Nolo. Nel pomeriggio di sabato 13 giugno 2026, il corpo senza vita di Roberto Pietro Guerrino è stato rinvenuto all’interno del suo appartamento in via Nino Oxilia. L’uomo, settantaduenne stimato a livello internazionale per la sua prestigiosa carriera di interprete e traduttore, è stato vittima di una brutale aggressione che non gli ha lasciato scampo. La scoperta del cadavere ha dato il via a un’indagine complessa, coordinata dal pubblico ministero Carlo Scalas e affidata ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e della Compagnia Duomo, che stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima.

Il profilo della vittima e una carriera ai massimi livelli

Roberto Pietro Guerrino non era un cittadino qualunque, bensì una figura di spicco nel panorama istituzionale globale. Nel corso della sua lunga attività professionale, aveva prestato la sua voce ai più importanti leader mondiali, traducendo e interpretando discorsi e vertici di altissimo rilievo. Tra le personalità assistite spiccano l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, il sovrano britannico re Carlo III, e figure chiave della politica italiana ed europea come i presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, oltre agli ex presidenti del Consiglio Mario Draghi e Mario Monti. Una professionalità impeccabile che lo rendeva uno dei traduttori più apprezzati nel settore delle relazioni internazionali, un dettaglio che stride fortemente con la tragica fine consumatasi tra le mura domestiche.

Il ritrovamento del corpo e la scena del crimine

La macabra scoperta è avvenuta dopo che l’ex compagno di Guerrino, residente a Genova, ha fatto scattare l’allarme. Nonostante la relazione si fosse conclusa da tempo, i due mantenevano rapporti quotidiani e molto stretti. Non riuscendo a mettersi in contatto con l’interprete dalla sera precedente, l’uomo ha chiesto alla propria nipote, che vive a Milano, di andare a verificare di persona. La donna, supportata dai vigili del fuoco, è riuscita ad accedere all’abitazione utilizzando le chiavi fornite da una vicina di casa. Una volta varcata la soglia, i soccorritori si sono trovati di fronte a una scena raccapricciante: il corpo di Guerrino giaceva in salotto, riverso in una pozza di sangue con evidenti e profonde ferite alla testa.

I primi rilievi effettuati sulla scena del crimine hanno evidenziato dettagli singolari che hanno immediatamente indirizzato l’attività investigativa verso la sfera privata della vittima. L’interprete è stato infatti trovato seminudo, con indosso indumenti femminili, tra cui una guepiere, calze a rete e scarpe con tacchi a spillo. Gli investigatori ipotizzano che l’aggressione sia avvenuta durante o subito dopo un incontro intimo. L’esame medico legale preliminare ha confermato che la morte è stata causata da violenti colpi alla testa inferti con un oggetto contundente, con ogni probabilità recuperato dall’assassino direttamente all’interno dell’appartamento, dato che non sono state trovate armi da taglio o da fuoco.

La pista delle applicazioni di incontri e il possibile movente

L’attenzione degli inquirenti si è subito focalizzata sulle abitudini relazionali della vittima. Sebbene Guerrino non possedesse profili sui principali social network tradizionali, i carabinieri hanno accertato la sua presenza attiva su almeno due applicazioni di incontri dedicate al pubblico omosessuale. L’ipotesi principale è che l’uomo abbia concordato un appuntamento online con uno sconosciuto, trasformando l’abitazione di via Nino Oxilia nel teatro del delitto. Gli investigatori valutano con estrema attenzione la pista della rapina finita nel sangue, poiché si sta verificando l’eventuale ammanco di oggetti di valore, denaro o dispositivi tecnologici dall’appartamento.

Un dettaglio di fondamentale importanza per la ricostruzione della dinamica riguarda lo stato della porta d’ingresso al momento del ritrovamento. La serratura era infatti chiusa dall’interno con più mandate, un elemento che inizialmente poteva far pensare a un isolamento volontario, ma che in realtà suggerisce uno scenario ben diverso. Gli inquirenti ritengono che l’assassino, dopo aver massacrato l’anziano professionista, abbia rubato le chiavi della vittima per chiudere la porta dietro di sé durante la fuga, così da ritardare il più possibile la scoperta del cadavere e guadagnare tempo prezioso per far perdere le proprie tracce.

Le indagini tecnologiche e le testimonianze del quartiere

Per dare un volto al killer, i militari dell’Arma stanno conducendo accertamenti serrati su più fronti. Si sta procedendo all’analisi approfondita dei tabulati telefonici della vittima e al tracciamento dei flussi telematici sulle chat di incontri utilizzate da Guerrino, per identificare la persona con cui l’interprete aveva fissato l’appuntamento fatale. Parallelamente, sono al vaglio le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona di Nolo, nel tentativo di individuare movimenti sospetti nell’orario compatibile con il delitto. L’ultimo avvistamento certo dell’uomo risale alla serata di venerdì, intorno alle ore ventuno e trenta, quando alcuni negozianti del quartiere lo hanno visto transitare tranquillamente in sella alla sua bicicletta, poche ore prima che la sua vita venisse brutalmente spezzata.

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