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Garlasco, la notizia bomba sul nuovo testimone: cosa hanno scoperto

Pubblicato: 19/06/2026 08:09

A diciannove anni dal delitto di Garlasco, il caso si arricchisce di un nuovo capitolo incentrato sulle dichiarazioni di Massimo Mattiuz, l’ultimo dei cosiddetti “super testimoni” riemersi dal passato. L’uomo si era presentato spontaneamente ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano per riferire un ricordo nitido ma tardivo: la mattina del 13 agosto 2007, a ridosso della villetta in cui fu uccisa Chiara Poggi, avrebbe incrociato una ragazza bionda in bicicletta, identificata in Stefania Cappa, cugina della vittima.

Il racconto, ripreso in forma anonima anche all’interno della trasmissione televisiva “Filorosso” su RaiTre, ricalca una dinamica già vista in questa infinita vicenda giudiziaria. Mattiuz ha messo a verbale la sua versione dei fatti: «Ricordo che nell’agosto del 2007 avevamo una serata in programma al locale ‘Le Rotonde’ di Garlasco per il 15 agosto. Lavoravo nell’ambito degli eventi per discoteche. Io proprio per sistemare gli ultimi dettagli di quella serata, mi ero recato a Garlasco la mattina del 13 agosto perché avevo appuntamento alle 10 alle Rotonde con la proprietà. Quella mattina sono arrivato in anticipo quindi mi sono fatto una passeggiata a piedi per il paese per prendermi il caffè e fumarmi una sigaretta». Il testimone ha poi descritto il momento esatto del presunto avvistamento: «Durante la passeggiata ho percorso una strada che era caratterizzata da tante traverse con delle casette poste a sinistra rispetto al mio senso di marcia. Ad un certo punto da una di queste traverse è uscita una ragazza in bicicletta. Era vestita con una maglietta nera e un pantalone nero. Ci siamo guardati negli occhi e poi lei ha proseguito. Pedalava velocissima anche uscendo dalla traversa e girando a destra verso di me».

Il verdetto degli inquirenti e la dura reazione della difesa

La versione del testimone è stata però demolita dagli accertamenti tecnici dei militari dell’Arma. L’analisi dei tabulati telefonici dell’epoca ha smentito la sua presenza sul posto: le celle agganciate dal suo cellulare durante le telefonate effettuate quella mattina dimostrano che Mattiuz non si trovava affatto nella località lomellina.

L’avvocata Valeria Mettica, legale di Stefania Cappa, ha espresso una posizione durissima a Fanpage.it, stigmatizzando il risalto mediatico concesso a ricostruzioni già archiviate come inattendibili dalle autorità: «Il testimone di cui si è parlato lunedì sera a Filorosso è tutt’altro che ‘dimenticato’. La squadra omicidi di Moscova ha attentamente verificato il suo racconto e ha riscontrato che il Sig. Mattiuz è semplicemente un mitomane, speriamo l’ultimo cui sono consentiti i quindici minuti di popolarità di warholiana memoria in televisione. Parimenti warholiana sembra essere la suggestiva ripetizione seriale dell’artefatta immagine di Stefania Cappa in bicicletta, a beneficio del consumo di massa». I legali della famiglia Cappa hanno ribadito che la ragazza si trovava a casa a studiare, supportata in questo dai tracciamenti telefonici, e hanno proceduto con le querele per diffamazione, respingendo l’ennesima ricostruzione giudicata priva di riscontri oggettivi.

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Ultimo Aggiornamento: 19/06/2026 08:19

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