
L’autopsia sul corpo di Roberto Pietro Guerrino, il noto sessantenne interprete dei vip assassinato brutalmente all’interno della sua abitazione in via Oxilia, nella zona milanese di NoLo, ha restituito un quadro di inaudita ferocia. L’uomo sarebbe stato colpito per almeno una decina di volte alla testa e al volto con un corpo contundente e pesante, con ogni probabilità una statuetta. Un’azione fulminea e devastante, consumatasi nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 giugno, che non ha lasciato scampo alla vittima: sul cadavere non sono stati infatti riscontrati segni di difesa, elemento che fa ipotizzare un attacco improvviso e del tutto inaspettato.
I carabinieri stanno concentrando gli sforzi per ricostruire le ultime ore di vita del professionista, che la sera del delitto aveva concordato un appuntamento tra le mura domestiche con un uomo agganciato tramite una nota applicazione di incontri. Il corpo è stato rinvenuto seminudo, un dettaglio che stringe il cerchio attorno alla pista della sfera privata.
Il giallo degli oggetti spariti e i precedenti allarmanti della vittima
La dinamica del delitto presenta ancora diverse zone d’ombra. Gli inquirenti battono con insistenza la pista della rapina finita nel sangue, sebbene resti forte il sospetto di una messinscena. Dall’appartamento sono infatti spariti il portafoglio, il computer e il telefono cellulare della vittima; una sottrazione che potrebbe essere stata orchestrata dal killer per simulare un furto o, ancor più probabile, per eliminare messaggi e tracce digitali compromettenti. Tra gli scenari al vaglio vi è anche quello di una violenta discussione nata dopo una “richiesta di pagamento respinta” da parte di Guerrino, degenerata poi nel massacro.
Questo drammatico episodio non rappresenta purtroppo una novità assoluta nella vita dell’interprete, che già nel recente passato era finito nel mirino di malintenzionati legati al medesimo circuito di incontri virtuali. Nel corso del 2023, il sessantenne aveva sporto regolari denunce per aggressioni e furti subiti in casa.
In un’occasione, un giovane lo aveva minacciato intimandogli di consegnare il denaro se non voleva essere picchiato, riuscendo a sottrargli prima 25 euro e poi altri 250 euro dopo aver rovistato nelle stanze. Lo stesso aggressore si era ripresentato sul pianerottolo dieci giorni dopo, spingendo la vittima a chiamare le forze dell’ordine. Poche settimane più tardi, un secondo adescamento si era trasformato in un agguato collettivo: il ragazzo si era presentato con due complici legati al primo rapinatore e, solo grazie all’intervento dei passanti, Guerrino era riuscito a metterli in fuga dopo essere stato malmenato sul portone di casa.


