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“Che numeri!”. Sondaggi, quel partito vola: ecco chi esulta

Pubblicato: 18/06/2026 09:31

Gli equilibri della politica italiana continuano a mostrare segnali di forte movimento. A meno di due anni dalle prossime elezioni politiche, i sondaggi restituiscono l’immagine di un quadro tutt’altro che definito, nel quale i principali schieramenti sembrano perdere terreno mentre nuove realtà cercano di ritagliarsi uno spazio sempre più significativo. In questo scenario, anche variazioni contenute possono assumere un peso rilevante, soprattutto quando la distanza tra le coalizioni si riduce a pochi decimali.

Le rilevazioni sulle intenzioni di voto rappresentano infatti una fotografia del momento politico e consentono di osservare non soltanto la forza dei singoli partiti, ma anche le dinamiche interne ai diversi schieramenti. L’ultimo sondaggio evidenzia un contesto caratterizzato da una competizione molto serrata tra maggioranza e opposizioni, con un elemento che attira particolarmente l’attenzione degli osservatori: la crescita di Roberto Vannacci e della sua formazione politica.
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Il centrodestra resta avanti ma perde terreno

Secondo la rilevazione, Fratelli d’Italia si conferma il primo partito italiano con il 26,7% delle preferenze. Il partito guidato da Giorgia Meloni mantiene dunque un vantaggio consistente sugli alleati e continua a rappresentare il principale punto di riferimento della coalizione di governo.

Alle spalle di FdI prosegue la sfida interna tra Forza Italia e Lega, separate da appena un decimale. Gli azzurri vengono accreditati dell’8,2%, mentre il partito di Matteo Salvini si attesta all’8,1%. Completa il quadro della maggioranza Noi Moderati, indicata all’1,6%.

Nel complesso il centrodestra raggiunge il 44,6%, un dato che consente alla coalizione di conservare il primato ma che evidenzia una lieve flessione rispetto alla precedente rilevazione.

Il centrosinistra resta in scia

Sul versante opposto, il Partito Democratico continua a essere la forza trainante dell’opposizione con il 20,8% delle intenzioni di voto. Il Movimento 5 Stelle segue al 12,9%, confermandosi il secondo pilastro del campo progressista.

Buono anche il risultato attribuito ad Alleanza Verdi-Sinistra, stimata al 6,4%. Nell’area centrista che dialoga con il centrosinistra trovano spazio Italia Viva al 2,3% e +Europa all’1,9%.

La somma delle forze riconducibili al cosiddetto campo largo raggiunge il 44,3%. Anche in questo caso si registra una leggera perdita di consenso rispetto alla settimana precedente, ma il dato mantiene apertissima la competizione con la maggioranza.

La distanza tra i due schieramenti si riduce infatti a soli tre decimi di punto percentuale, una differenza minima che rende il quadro politico particolarmente fluido e lascia aperti numerosi scenari in vista delle future consultazioni elettorali.

L’avanzata di Roberto Vannacci

Tra i dati più significativi emersi dalla rilevazione spicca la crescita di Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci.

La formazione politica supera infatti la soglia del 5%, facendo registrare l’incremento più consistente dell’intero sondaggio. La crescita rispetto alla precedente rilevazione viene stimata in 1,2 punti percentuali, un risultato che consente al movimento di consolidare la propria presenza nel panorama politico nazionale.

L’aumento dei consensi arriva in una fase in cui il centrodestra nel suo complesso mostra un leggero arretramento. Un elemento che alimenta le analisi sulle possibili provenienze del nuovo consenso raccolto dal partito dell’ex generale.

Al momento, tuttavia, la prospettiva di una convergenza politica tra Futuro Nazionale e l’attuale coalizione di governo appare complessa. Le posizioni sostenute da Vannacci e le frequenti critiche rivolte sia a Forza Italia sia alla Lega contribuiscono infatti a mantenere elevate le distanze politiche.

Gli altri partiti

Al di fuori dei due principali blocchi politici, il sondaggio assegna ad Azione il 2,5% delle preferenze, mentre il Partito Liberal Democratico viene stimato all’1,6%.

Numeri che, pur non incidendo direttamente sul confronto tra le due grandi coalizioni, contribuiscono a delineare un quadro frammentato e caratterizzato dalla presenza di più soggetti politici alla ricerca di uno spazio autonomo nell’elettorato italiano.

Cala la fiducia nel governo Meloni

Accanto alle intenzioni di voto, la rilevazione ha misurato anche il livello di fiducia nel governo Meloni. I risultati mostrano un arretramento dei giudizi positivi rispetto alla precedente rilevazione.

La quota di intervistati che esprime una valutazione favorevole dell’operato dell’esecutivo si ferma al 36%. Nel dettaglio, il 9% dichiara di avere “molta” fiducia, mentre il 27% afferma di averne “abbastanza”.

Di contro, cresce l’area del dissenso. I giudizi negativi raggiungono complessivamente il 64%. Tra questi, il 21% degli intervistati dichiara di avere “poca” fiducia nell’esecutivo, mentre il 43% afferma di non averne “per nulla”.

Il calo della fiducia e la contemporanea crescita di Roberto Vannacci rappresentano due degli elementi più rilevanti emersi dal sondaggio. Indicatori che descrivono un elettorato in movimento e una competizione politica che, almeno secondo questa fotografia statistica, appare più aperta che mai.

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