
Si è chiusa con il ritrovamento delle due ragazze vive e in buone condizioni una vicenda che per quindici giorni aveva tenuto insieme angoscia familiare, ricerche sul territorio e indagini giudiziarie. Le due sorelle di 16 e 12 anni, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, sono state trovate nella serata di domenica a Formia, nel basso Lazio, all’interno di un appartamento riconducibile a un parente della madre. Un epilogo che conferma la pista indicata fin dall’inizio dal padre Stefano Di Giacinto, convinto che le figlie fossero vive e che non si trovassero più in Abruzzo.
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Trovate vive le due #sorelline scomparse in #Abruzzo. I carabinieri le hanno rintracciate a Formia a casa di una zia. Sono in buone condizioni di salute.#Tg1 pic.twitter.com/jkythOzeiM
— Tg1 (@Tg1Rai) June 21, 2026
L’operazione è stata condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura di Sulmona. Le pattuglie sono intervenute in località Rio Fresco, in una zona residenziale di Formia, dove le minorenni si sarebbero trovate da giorni. Le ragazze sono state subito prese in carico dalle autorità e, secondo le prime verifiche, non presentavano particolari problemi di salute. Per il padre, che per giorni aveva continuato a chiedere di cercarle nel territorio pontino, la notizia del ritrovamento è stata un sollievo enorme ma anche uno choc: l’uomo ha avuto un forte crollo emotivo ed è stato ricoverato in ospedale dopo essersi sentito male.
La svolta nelle indagini
La svolta sarebbe maturata nelle ultime ore, quando gli investigatori hanno progressivamente spostato il centro delle ricerche dall’Abruzzo al Lazio meridionale. A contribuire in modo decisivo sarebbe stato anche il racconto del fidanzato diciottenne della sorella maggiore, ascoltato dagli inquirenti nei giorni scorsi. Il giovane avrebbe fornito elementi utili sui rapporti che le due ragazze continuavano ad avere con alcuni familiari e con i luoghi della loro infanzia, indirizzando l’attenzione verso l’area compresa tra Minturno, Formia, Gaeta e Cassino.
Per giorni, invece, le ricerche si erano concentrate anche attorno al Lago di Barrea e nei centri dell’Alto Sangro, nella speranza di trovare tracce utili dopo l’allontanamento dalla struttura di accoglienza. Poi la pista familiare ha preso forza fino al blitz nell’appartamento di Formia, non lontano da un’altra abitazione collegata alla madre. È proprio questo passaggio, adesso, a diventare uno dei nodi centrali dell’inchiesta: capire chi sapesse dove si trovavano le due sorelle, chi le abbia aiutate e in che modo siano riuscite a restare nascoste per due settimane.
L’ipotesi di sottrazione di minore
Le due #sorelle di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia a Civitella Alfedena, Sarah e Alisya, sono state ritrovate in buone condizioni di salute dai carabinieri a #Formia, in provincia di Latina. Erano nell’abitazione di un parente. pic.twitter.com/n4npoeGWTN
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Le ragazze sono state affidate temporaneamente alle autorità locali e saranno trasferite in una nuova struttura protetta. La loro posizione resta delicatissima, perché il ritrovamento chiude la fase dell’emergenza ma apre quella degli accertamenti sulle responsabilità degli adulti che potrebbero aver favorito la fuga o la permanenza lontano dalla casa famiglia. Gli inquirenti dovranno ricostruire gli spostamenti, i contatti avuti durante i quindici giorni di assenza e l’eventuale rete di protezione che avrebbe permesso alle due minorenni di rimanere nell’appartamento.
Sul piano giudiziario prende corpo l’ipotesi di sottrazione di minore, anche se saranno le procure coinvolte a valutare eventuali contestazioni formali. La Procura di Sulmona resta al centro dell’inchiesta, ma nelle ultime ore erano state coinvolte anche le aree giudiziarie del basso Lazio. La notizia più importante resta il ritrovamento delle due sorelle vive, dopo giorni di paura e appelli. Ma la vicenda non è finita: ora bisognerà chiarire cosa sia accaduto davvero dal momento della scomparsa fino al blitz di Formia.


