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Alemanno esce dal carcere e sceglie Vannacci: nasce l’asse sovranista che sfida Meloni

Pubblicato: 24/06/2026 08:06

L’uscita dal carcere di Gianni Alemanno segna anche l’inizio di una nuova fase politica. L’ex sindaco di Roma e già ministro dell’Agricoltura, detenuto negli ultimi mesi a Rebibbia, torna infatti sulla scena pubblica affiancato da Roberto Vannacci, con il quale punta a costruire un nuovo polo della destra sovranista e identitaria.

L’appuntamento è fissato davanti al carcere romano, dove l’ex primo cittadino sarà accolto dal generale. Una presenza tutt’altro che simbolica. La fotografia insieme, attesa nelle prossime ore, rappresenta infatti la formalizzazione di un percorso politico che da tempo avvicina i due protagonisti.

La nuova alleanza

Alemanno ha infatti sciolto il movimento Indipendenza all’interno di Futuro Nazionale, scegliendo di sostenere il progetto politico avviato da Vannacci dopo l’uscita dalla Lega. Una decisione che però ha provocato profonde divisioni all’interno del suo stesso schieramento.

Tra gli esclusi dalla nuova fase figurano diversi dirigenti storici del movimento, da Marcello Taglialatela a Fabio Granata fino a Luigia Passero. Esponenti che non hanno condiviso la svolta considerata troppo vicina alle posizioni del generale, soprattutto sui temi della remigrazione, della giustizia e della politica internazionale.

Negli ultimi anni Alemanno aveva costruito la propria proposta politica su posizioni fortemente critiche verso l’Unione europea, la Nato e l’attuale assetto delle relazioni internazionali. Una linea che lo aveva progressivamente allontanato dal centrodestra di governo guidato da Giorgia Meloni.

Il ritorno sulla scena politica

Già nel 2023 l’ex ministro sosteneva la necessità di una forza “antisistema”, accusando maggioranza e opposizione di condividere le stesse posizioni sulle principali questioni strategiche. Da allora il rapporto con Fratelli d’Italia si è ulteriormente raffreddato, fino all’attuale convergenza con il progetto di Vannacci.

Lo stesso Alemanno ha definito “coraggiosa” la scelta del generale di lasciare la Lega per dare vita a una nuova formazione politica dai tratti apertamente sovranisti e identitari. Un percorso che, secondo l’ex sindaco, rappresenta il naturale approdo per chi si riconosce in una destra alternativa rispetto a quella oggi al governo.

Durante la detenzione Alemanno ha mantenuto una forte presenza pubblica attraverso i social network. I suoi messaggi dal carcere hanno raccolto migliaia di interazioni e consolidato una comunità di sostenitori che ha continuato a seguirlo anche durante la permanenza a Rebibbia.

Nell’ultimo messaggio pubblicato prima della scarcerazione aveva scritto che lasciare il carcere gli dava quasi la sensazione di “disertare una trincea”, raccontando la situazione di altri detenuti e criticando duramente alcuni aspetti del sistema giudiziario italiano.

Ora, con il ritorno in libertà e l’abbraccio politico a Vannacci, Alemanno punta a rientrare nel dibattito nazionale. L’obiettivo sembra essere quello di costruire una nuova casa per l’elettorato sovranista, cercando spazio tra la destra di governo di Meloni e la Lega di Matteo Salvini. Una sfida che potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’area conservatrice nei prossimi mesi.

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