
«L’Italia non ha partecipato al conflitto in Iran». Da Antibes, al termine del 36° vertice intergovernativo tra Italia e Francia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene per chiarire le polemiche nate dopo le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte. «Altrimenti non si spiegherebbe la delusione del presidente americano», afferma la premier, respingendo qualsiasi ipotesi di coinvolgimento diretto di Roma nelle operazioni militari.
Meloni attribuisce l’equivoco a una ricostruzione errata da parte del numero uno dell’Alleanza Atlantica. «Rutte ha confuso la tipologia dei voli autorizzati, ha corretto e poi puntualizzato», spiega la presidente del Consiglio, aggiungendo che il governo italiano ha sempre agito nel rispetto degli accordi internazionali senza oltrepassare i limiti fissati dagli impegni assunti.
La premier fa proprie anche le critiche espresse dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che aveva definito le parole di Rutte «parole a caso». «C’è stata una sorta di entusiastica ricostruzione dell’utilizzo delle basi americane in Italia», osserva Meloni. «Non so come sia emersa questa interpretazione semplicistica, probabilmente nel tentativo di preparare al meglio il prossimo vertice Nato, ma quando si affrontano questi temi serve prudenza».
A sostegno di questa ricostruzione, la presidente del Consiglio cita anche i contatti diplomatici avuti nelle ultime ore. «Tajani ha parlato con il suo omologo iraniano e mi pare che anche da parte iraniana si sia compreso che si è trattato di un’incomprensione», sottolinea, cercando di archiviare definitivamente la polemica.
Il summit di Antibes è stato però soprattutto l’occasione per rilanciare il rapporto tra Italia e Francia. «Senza Italia e Francia l’Europa non sarebbe la stessa», afferma Meloni, indicando nella cooperazione bilaterale uno strumento fondamentale per affrontare le sfide internazionali. Un messaggio condiviso anche dal presidente francese Emmanuel Macron, che ha ribadito la centralità dell’asse tra Roma e Parigi.
Interpellata sullo stato delle relazioni personali e politiche con il leader francese, Meloni respinge le ricostruzioni che negli ultimi anni hanno parlato di rapporti freddi. «Le nostre relazioni non sono mai state glaciali», assicura. «Siamo due persone che difendono il proprio interesse nazionale ma che sanno lavorare insieme. Questo richiede franchezza, anche quando non si è d’accordo». Macron concorda e ricorda «l’ottima salute della cooperazione economica» tra i due Paesi.
Tra i temi principali del vertice figura la difesa europea. «Vogliamo concentrarci sulle materie più strategiche, innanzitutto la difesa», spiega la premier. «Penso al programma SAMP/T, che rappresenta l’unico sistema di difesa aerea e antimissile a lungo raggio interamente europeo». Un progetto che per entrambi i governi costituisce uno dei pilastri della sicurezza continentale.
Grande attenzione anche al settore spaziale. Meloni e Macron hanno confermato il sostegno al progetto Bromo, l’alleanza industriale tra Leonardo, Airbus e Thales destinata a rafforzare la presenza europea nel mercato dei satelliti. «L’Europa deve dotarsi di strumenti sempre più competitivi e autonomi», è il messaggio condiviso dai due leader.
Sul piano internazionale, Italia e Francia hanno annunciato una nuova iniziativa congiunta per il Libano e un rafforzamento della collaborazione sul nucleare civile. «Lanciamo una coalizione internazionale per il post-Unifil», dichiarano Meloni e Macron. Il presidente francese guarda inoltre con favore al percorso avviato da Roma sull’energia atomica: «Intendiamo costruire con l’Italia un partenariato industriale globale e privilegiato nel settore del nucleare civile, che copra l’intera catena del valore». Una prospettiva che conferma la volontà dei due governi di rafforzare la cooperazione strategica in settori chiave per il futuro dell’Europa.


