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Meloni e Macron rilanciano l’asse Italia-Francia: “Noi partner indispensabili”

Pubblicato: 25/06/2026 19:20

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata accolta dal presidente francese Emmanuel Macron a Villa Eilenroc, a Cap d’Antibes, sede del 36° vertice intergovernativo tra Italia e Francia. L’incontro si è aperto con un momento informale, quando la premier italiana, rivolgendosi in francese al capo dell’Eliseo, ha scherzato: «Emmanuel, quanto tempo».

In conferenza stampa, Macron ha sottolineato il valore strategico della collaborazione tra i due Paesi. «Italia e Francia sono partner indispensabili. È questo il senso del Trattato del Quirinale che abbiamo firmato», ha dichiarato il presidente francese, indicando tra gli obiettivi comuni il sostegno all’Ucraina e la partecipazione congiunta a future missioni di pace.

Tra i temi affrontati anche quello dell’energia. Macron ha evidenziato la necessità di rafforzare l’indipendenza energetica europea, ricordando la scelta compiuta dalla Francia a favore del nucleare. «Con l’Italia collaboreremo per sviluppare un nuovo tipo di reattore civile», ha annunciato.

Il presidente francese ha inoltre parlato della situazione in Medio Oriente, affermando che Parigi e Roma contribuiranno, insieme agli altri attori coinvolti, alle operazioni di sminamento dello Stretto di Hormuz e ribadendo la necessità di evitare l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

Meloni ha ringraziato Macron per l’esito del G7 di Evian, definendolo «un importante segnale di unità e di dialogo oltre i blocchi tradizionali». La premier ha indicato tra i dossier prioritari la difesa, sottolineando che «Italia e Francia possono vantare una filiera all’avanguardia nel settore».

Sul bilancio europeo, la presidente del Consiglio ha ribadito la contrarietà a eventuali tagli alle risorse destinate all’agricoltura. «Le nuove esigenze non possono essere finanziate a scapito dell’agricoltura. Su questo io ed Emmanuel siamo d’accordo», ha affermato.

Entrambi i leader hanno poi richiamato l’attenzione sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz e sulla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Per quanto riguarda il Libano, Italia e Francia hanno espresso l’intenzione di avviare una cooperazione che possa proseguire anche oltre la conclusione della missione Unifil.

Rispondendo a una domanda sui rapporti personali con Meloni, Macron ha assicurato che «non c’è più nulla di glaciale tra noi» e che nel tempo sono state costruite «convergenze e cooperazione».

La premier italiana è intervenuta anche sulle accuse rivolte da Teheran all’Italia per un presunto coinvolgimento nell’attacco all’Iran e sulle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, riguardo ai voli partiti dalle basi italiane.

«Vale quanto già detto da Crosetto. Non abbiamo partecipato al conflitto con l’Iran, altrimenti non si spiegherebbe la tensione con il presidente americano. Abbiamo concesso l’utilizzo delle basi esclusivamente per missioni logistiche e tecniche. Quando sono arrivate richieste che andavano oltre quel perimetro, abbiamo negato l’autorizzazione», ha spiegato Meloni, aggiungendo che Rutte, «nella sua entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose diverse e poi ha corretto».

Macron ha infine ricordato che, durante il G7 di Evian, per la prima volta gli Stati Uniti hanno sottoscritto un documento sull’Ucraina nel quale non si definiscono più mediatori neutrali, ma ribadiscono il sostegno all’integrità territoriale di Kiev.

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