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Sorelle ritrovate , niente carcere per madre, padre e compagno: “Sono pentiti”

Pubblicato: 26/06/2026 08:59

Non andranno in carcere la madre delle due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate domenica scorsa a Formia dopo due settimane di ricerche, il padre delle ragazze e il compagno della donna. Il giudice per le indagini preliminari di Sulmona ha convalidato il fermo dei tre, disponendo nei loro confronti l’obbligo di dimora e la presentazione due volte al giorno ai carabinieri per la firma.

La misura riguarda Valentina D’Acunto, il padre delle minori Marco D’Acunto e il compagno della donna, Vincenzo Esposito, tutti indagati con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. La Procura aveva già escluso la necessità della custodia cautelare in carcere, ritenendo sufficiente una misura meno restrittiva per scongiurare il rischio di reiterazione del reato.

Dopo gli adempimenti burocratici nelle strutture detentive in cui erano stati trasferiti – Teramo per la madre e Sulmona per il padre e il compagno – i tre potranno fare ritorno nelle rispettive abitazioni.

Le due settimane di ricerche

Le due ragazze, ospiti da circa due anni di una casa famiglia a Civitella Alfedena, si erano allontanate dalla struttura il 7 giugno. Sono state rintracciate domenica scorsa all’interno dell’abitazione di una lontana parente a Formia.

«Restano da verificare ulteriori circostanze per accertare l’eventuale coinvolgimento di altre persone», ha spiegato il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo.

Nell’inchiesta risulta infatti indagata anche l’anziana proprietaria della casa in cui le due adolescenti sono state trovate, accusata di concorso nel sequestro di persona.

La posizione della madre e la linea difensiva

Secondo il procuratore, «Valentina D’Acunto ha fornito alcune spiegazioni, ma si tratta di sue convinzioni personali. Il suo obiettivo era tornare ad avere con sé le figlie».

La difesa della donna ha sostenuto che la contestazione più corretta sarebbe stata quella di sottrazione di minori e non di sequestro di persona, una tesi che non è stata però accolta dal giudice.

«Hanno commesso una grave leggerezza e se ne sono pentiti», ha dichiarato l’avvocato Enrico Mastantuono al termine dell’udienza di convalida. Secondo il legale, il progetto potrebbe essere maturato dopo la sentenza notificata alla fine di maggio, che aveva attribuito in via esclusiva la responsabilità genitoriale al padre delle ragazze, senza riconoscerla alla madre.

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