
Il mondo della ricerca scientifica è in lutto per la scomparsa di Antonino Cattaneo, neuroscienziato tra i massimi esperti nello studio del morbo di Alzheimer. Il professore è morto improvvisamente all’età di 71 anni mentre si trovava in visita a Milano. A dare la notizia è stata la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove aveva insegnato e diretto il Laboratorio di Biologia fino al pensionamento, avvenuto nel 2023.
Nato a Pisa nel 1954, Cattaneo lascia la moglie e tre figli. Nel corso della sua lunga carriera si è affermato come uno dei più autorevoli studiosi italiani nel campo delle neuroscienze e della ricerca sulle malattie neurodegenerative.
Una carriera ai massimi livelli della ricerca internazionale
Dopo la laurea in Biofisica all’Università La Sapienza di Roma con il professor Mario Ageno, considerato il padre della disciplina in Italia, Antonino Cattaneo conseguì il dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa sotto la guida del professor Lamberto Maffei, dedicandosi allo studio della corteccia visiva.
Successivamente lavorò con due Premi Nobel della medicina: Rita Levi-Montalcini, all’Istituto di Neurobiologia del CNR di Roma, e Cesar Milstein al prestigioso MRC Laboratory of Molecular Biology di Cambridge. Dal 1991 al 2008 fu professore ordinario di Biofisica alla SISSA di Trieste, dove ricoprì anche gli incarichi di direttore di Dipartimento e vicedirettore. Nel 2008 fece ritorno alla Scuola Normale di Pisa come professore ordinario di Fisiologia e direttore del Laboratorio di Biologia, incarico mantenuto fino al pensionamento.
Il ricordo della Scuola Normale
Con una nota ufficiale, la Scuola Normale Superiore ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa dello studioso.
“La Direzione e tutta la comunità della Scuola Normale si stringono alla famiglia, agli amici e ai colleghi del professor Cattaneo, ricordando oltre all’indiscusso valore scientifico dello studioso, anche la grande umanità, gentilezza e sensibilità dell’uomo.”
Nel corso della sua attività scientifica Antonino Cattaneo ha contribuito in modo determinante agli studi sui meccanismi biologici delle malattie neurodegenerative, diventando un punto di riferimento internazionale nella ricerca sull’Alzheimer e formando numerose generazioni di ricercatori.


