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“Un miracolo!”. Terremoto in Venezuela: è successo davvero

Pubblicato: 30/06/2026 13:24

Cinque giorni possono sembrare un’eternità quando si è intrappolati sotto le macerie di edifici crollati, con il tempo che scorre tra il silenzio, la polvere e la speranza di essere individuati dai soccorritori. Eppure, proprio quando le possibilità di trovare superstiti si riducono drasticamente, arrivano storie capaci di restituire un barlume di speranza nel mezzo di una tragedia che continua a lasciare dietro di sé morte e distruzione.

Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta nelle aree devastate dal violento terremoto che ha colpito il Venezuela, dove migliaia di soccorritori e volontari continuano a scavare tra le macerie nel tentativo di individuare altre persone ancora in vita. È in questo scenario che si inserisce il salvataggio di un ragazzo di appena dodici anni, rimasto sepolto per cinque giorni prima di essere estratto vivo.
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Il salvataggio del dodicenne

Il giovane è stato recuperato tra le macerie a La Guaira, una delle località maggiormente colpite dal sisma. A rendere nota l’operazione è stata una squadra di ricerca e soccorso ecuadoriana, che ha spiegato come il ragazzo sia stato estratto vivo dopo un lungo e complesso intervento.

Secondo quanto riferito dai soccorritori, il dodicenne è stato individuato ancora in vita e le operazioni per raggiungerlo hanno richiesto diverse ore di lavoro. Una volta liberato dai detriti, è stato affidato al personale sanitario presente sul posto.

Le prime informazioni indicano che il ragazzo sarebbe stato estratto in buone condizioni generali, anche se al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sul suo stato clinico. Dopo il recupero è stato trasferito per ricevere tutte le cure necessarie e restare sotto osservazione medica.

La notizia è stata rilanciata dalla Cnn, che ha diffuso anche un filmato realizzato dai vigili del fuoco di Quito nel quale si vedono i soccorritori durante le delicate fasi dell’estrazione e il successivo trasferimento del ragazzo in barella.

Proseguono le ricerche tra le macerie

Il salvataggio del dodicenne rappresenta uno dei momenti più significativi delle operazioni di ricerca ancora in corso nelle aree devastate dal terremoto. Le squadre di soccorso continuano infatti a lavorare senza interruzione per individuare eventuali altri superstiti rimasti intrappolati negli edifici crollati.

Parallelamente prosegue anche l’assistenza alle migliaia di persone ferite o rimaste senza casa, mentre medici, volontari e operatori della protezione civile sono impegnati a garantire cure, assistenza sanitaria e beni di prima necessità.

L’attività delle squadre internazionali continua a essere concentrata soprattutto nelle zone dove i crolli sono stati più estesi e dove permane la speranza di individuare altre persone ancora vive.

Il bilancio del terremoto

Nel frattempo continua ad aggravarsi il bilancio della tragedia provocata dalle due forti scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno.

Secondo i dati disponibili, le vittime sono salite a 1.719, mentre i feriti risultano essere 5.304. Le persone colpite direttamente dal terremoto sono complessivamente oltre 15 mila.

Pesantissime anche le conseguenze sul patrimonio edilizio. Sono 855 gli edifici danneggiati, di cui 189 completamente crollati e 666 gravemente compromessi, rendendo impossibile il rientro di migliaia di famiglie nelle proprie abitazioni.

Per fronteggiare l’emergenza sono stati mobilitati 10.834 volontari, impegnati nelle attività di assistenza e supporto ai soccorritori. Sono inoltre stati allestiti 50 accampamenti provvisori tra Caracas e Miranda, destinati ad accogliere gli sfollati.

Le autorità hanno comunicato che oltre 75 mila famiglie hanno già ricevuto acqua potabile, generi alimentari e assistenza sanitaria. Sul fronte dei servizi essenziali, oltre il 90% della rete elettrica nello Stato di La Guaira, il più colpito dal sisma, sarebbe stato ripristinato.

Colpita anche la comunità italiana

Tra le persone coinvolte dalla tragedia figura anche la numerosa comunità italiana residente in Venezuela, composta da circa 150 mila cittadini iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Secondo le informazioni disponibili, circa la metà degli italiani presenti nel Paese vive proprio nelle aree maggiormente interessate dal terremoto.

Il bilancio delle vittime italiane è attualmente di 16 persone. Tra gli ultimi nomi identificati figurano i componenti della famiglia Garofalo, residenti a La Guaira, una delle città che hanno subito i danni più gravi.

Mentre le operazioni di ricerca proseguono e i soccorritori continuano a scavare tra le macerie nella speranza di trovare altri superstiti, il salvataggio del dodicenne rappresenta uno dei pochi segnali di speranza in una tragedia che continua a segnare profondamente il Venezuela.

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