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È morta Franca Ferri! Lutto in Italia

Pubblicato: 03/07/2026 23:47

Il mondo del giornalismo e la città di Bologna piangono la scomparsa di Franca Ferri, stimata caporedattrice del Resto del Carlino, che si è spenta all’età di 63 anni. La sua è stata una vita interamente e appassionatamente dedicata alla professione giornalistica, vissuta sempre con lo sguardo rivolto in avanti, anticipando i tempi e decodificando le complessità della modernità per il grande pubblico. Donna dal temperamento straordinario e dalla curiosità inesauribile, Franca Ferri ha saputo lasciare un segno indelebile in tutti i settori in cui ha operato, dimostrando una capacità unica di coniugare il rigore dell’informazione scientifica e tecnologica con una spiccata sensibilità per le tendenze culturali e sociali più innovative del nostro tempo.

Raccontare la tecnologia e la scienza

La sua missione principale è sempre stata quella di spiegare e insegnare il futuro prima che questo diventasse una realtà ovvia per tutti. Verso la fine degli anni novanta, quando la rete era ancora un territorio inesplorato per la maggior parte delle persone, lei aveva già intuito la portata rivoluzionaria di internet, guidando successivamente con lungimiranza la redazione web del Resto del Carlino. Questa straordinaria propensione per l’innovazione l’ha portata a esplorare con lo stesso entusiasmo e la stessa precisione i progressi più recenti della medicina. Per molti anni ha infatti curato in prima persona Salus, l’inserto del quotidiano dedicato alla salute, affrontando temi complessi con una scrittura che riusciva a essere contemporaneamente semplice, accessibile e profondamente rigorosa, mossa dalla costante convinzione che il domani ci stesse già venendo incontro.

La tempra morale e l’impegno civile

Dietro alla sua firma e al suo lavoro c’era un carattere fortissimo, una personalità solida che era stata forgiata anche da grandissimi dolori familiari e da un profondo senso di responsabilità storica. Franca Ferri era infatti la cugina del senatore forlivese Roberto Ruffilli, barbaramente ucciso dalle Brigate rosse. Dopo la scomparsa della madre Silvana, che era la zia del senatore, Franca era rimasta la parente più prossima e ha voluto onorare questa memoria impegnandosi direttamente e a lungo nelle attività della Fondazione Ruffilli. Questo alto senso del dovere e dell’impegno civile si rifletteva quotidianamente anche nella sua professione, sia quando difendeva i diritti dei colleghi all’interno dei Comitati di redazione e dei sindacati dei giornalisti, sia quando assumeva il ruolo di maestra e guida nei corsi di formazione per le nuove generazioni.

Il cuore d’oro dietro la spigolosità

Chi l’ha conosciuta da vicino e ha avuto il privilegio di frequentarla sa bene che sotto una scorza a volte spigolosa e un carattere propenso al confronto sincero, anche acceso, si nascondeva un animo generoso e un autentico cuore d’oro. Franca Ferri non si risparmiava mai e viveva ogni relazione con totale onestà intellettuale. La sua Bologna, la città d’adozione che aveva scelto e che si sviluppava proprio sotto le Due Torri dove risiedeva, la conosceva a memoria e la amava profondamente. Al tempo stesso manteneva un legame viscerale e mai reciso con Forlì, la terra d’origine dove era nata e cresciuta, e con la sua Romagna, tanto da farsi spedire regolarmente le piadine artigianali sempre dallo stesso identico chiosco di fiducia per mantenere vivo il sapore delle sue radici.

Le passioni pop e lo spirito indomabile

Accanto al rigore e alla serietà professionale, Franca Ferri possedeva un lato squisitamente pop e una vitalità travolgente che la portavano a coltivare innumerevoli interessi. Amava i viaggi avventurosi in ogni angolo del globo, come l’importante soggiorno della scorsa estate a Stromboli o le frequenti visite a Londra, ed era un’appassionata di yoga, di moda e di attività subacquee. La musica era un’altra delle sue grandissime passioni, un filo rosso che legava i ricordi storici del leggendario concerto dei Rolling Stones a Torino nel 1982, la sera della vittoria dell’Italia ai mondiali di calcio, fino agli eventi più recenti dei Coldplay, di Mahmood e di Achille Lauro, che è stato l’ultimo concerto a cui ha assistito a Bologna durante la scorsa primavera. Nemmeno la lunga e difficile malattia è riuscita a scalfire la sua grinta e la sua autonomia, affrontate fino all’ultimo con la dignità di una donna che ha fatto proprio il motto di Steve Jobs, uno dei suoi grandi miti, scegliendo di restare per sempre affamata e folle.

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