
Le forze ucraine avrebbero lanciato un attacco con droni su larga scala contro San Pietroburgo. A confermarlo è stato il governatore della città, Alexander Beglov, che ha invitato la popolazione a restare in casa fino al termine dell’emergenza.
Attraverso un messaggio pubblicato sul proprio canale Telegram, Beglov ha parlato di un’operazione condotta con numerosi velivoli senza pilota, definendola uno degli attacchi più estesi registrati contro la città dall’inizio del conflitto.
Il governatore ha rivolto un appello ai residenti, chiedendo di non lasciare le proprie abitazioni finché la minaccia rappresentata dai droni non sarà completamente neutralizzata dalle autorità competenti.

Secondo quanto riferito dalle autorità locali, uno degli obiettivi colpiti sarebbe stato un terminale petrolifero situato nel distretto di Kirovsky, infrastruttura ritenuta strategica per la città.
Beglov ha inoltre sostenuto che le difese aeree russe sarebbero riuscite ad abbattere 72 droni impiegati nell’operazione, limitando così i danni provocati dall’attacco.
Uno dei velivoli, sempre secondo la ricostruzione fornita dal governatore, sarebbe precipitato nell’area di Peterhof, località alle porte di San Pietroburgo nota anche per il complesso monumentale e le sue residenze storiche.
Le autorità locali hanno precisato che, allo stato attuale, non risultano vittime né feriti in seguito all’attacco. Sono invece in corso le verifiche per valutare l’entità degli eventuali danni alle infrastrutture coinvolte.
L’episodio si inserisce nel quadro dei ripetuti attacchi con droni che negli ultimi mesi hanno interessato diverse regioni della Russia, con obiettivi spesso riconducibili a infrastrutture energetiche o logistiche.
Al momento non sono arrivate dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità ucraine sull’operazione descritta dal governatore di San Pietroburgo. Le informazioni diffuse provengono esclusivamente dalle fonti ufficiali russe e non risultano al momento verificabili in modo indipendente.


