
La Corte d’Appello di Parigi ha dichiarato Marine Le Pen colpevole nel processo relativo alla vicenda dei fondi del Parlamento europeo. La leader del Rassemblement National (RN) è stata condannata a tre anni di reclusione, di cui due con la sospensione della pena e uno da scontare con il braccialetto elettronico, oltre a una multa di 100mila euro. La Corte ha inoltre disposto un periodo di ineleggibilità di 45 mesi, di cui 30 mesi condonati, una decisione destinata ad avere pesanti ripercussioni sul futuro politico della leader dell’estrema destra francese.
La sentenza è stata letta nel pomeriggio davanti alla Corte d’Appello di Parigi, alla presenza della stessa Le Pen. Aprendo il dispositivo, la presidente del collegio giudicante ha sottolineato la gravità della vicenda, affermando che “i fatti sono gravi“, prima di pronunciare il verdetto di colpevolezza.
Sul piano penale, la leader del RN non entrerà in carcere, ma dovrà scontare un anno di pena ai domiciliari con controllo tramite braccialetto elettronico, mentre i restanti due anni restano sospesi. Alla condanna si aggiunge la sanzione economica di 100mila euro.

La decisione della Corte incide soprattutto sul futuro politico di Marine Le Pen. Pur potendo teoricamente avviare la campagna elettorale per le elezioni presidenziali francesi del 2027, la sua effettiva candidatura resta fortemente in dubbio. Il primo turno è previsto per il 18 aprile 2027, con il ballottaggio fissato al 2 maggio, ma alla data del voto Le Pen risulterebbe ancora soggetta alle limitazioni previste dalla sentenza.
Nei giorni scorsi la leader del Rassemblement National aveva dichiarato pubblicamente che non avrebbe partecipato alla corsa per l’Eliseo nel caso in cui fosse stata costretta a indossare il braccialetto elettronico, ritenendo incompatibile quella misura con una campagna elettorale nazionale.
Il procedimento riguarda la vicenda relativa all’utilizzo dei fondi del Parlamento europeo, per la quale Le Pen era già stata condannata in primo grado nel 2025. La leader dell’estrema destra ha sempre respinto ogni accusa, sostenendo la propria estraneità ai fatti e presentando ricorso contro la sentenza.
Il verdetto rappresenta uno snodo cruciale per il futuro del Rassemblement National. Qualora Le Pen non potesse candidarsi alle presidenziali del 2027, il partito potrebbe affidare la corsa all’Eliseo al presidente del RN, Jordan Bardella, considerato da tempo il suo naturale successore.
La vicenda giudiziaria non è comunque conclusa. La leader francese mantiene infatti la possibilità di ricorrere alla Corte di Cassazione, ultimo grado della giustizia francese. Tuttavia, gli effetti politici della sentenza d’appello rischiano già ora di ridisegnare gli equilibri in vista delle prossime elezioni presidenziali, aprendo una nuova fase per la destra francese.


