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Volkswagen valuta un maxi piano di tagli: fino a 120mila posti di lavoro a rischio

Pubblicato: 09/07/2026 17:25

Volkswagen starebbe preparando una profonda ristrutturazione per affrontare la crisi che investe il gruppo. Secondo il quotidiano tedesco Bild, il piano allo studio prevederebbe il taglio di circa 120mila posti di lavoro sui 657mila dipendenti complessivi, oltre alla chiusura di alcuni stabilimenti in Germania.

Il piano per uscire dalla crisi

Le indiscrezioni si basano su un documento interno denominato Visione Obiettivo 2030, che delinea le misure con cui il gruppo intende rilanciare la propria competitività. Il numero degli esuberi ipotizzati sarebbe superiore alle stime circolate nei mesi scorsi e comprenderebbe ulteriori 55-70mila uscite, che si aggiungerebbero ai circa 50mila posti già interessati dagli accordi raggiunti con i rappresentanti dei lavoratori.

Secondo il piano, la riduzione dell’organico dovrebbe avvenire principalmente attraverso pensionamenti anticipati, uscite volontarie, scorpori di attività e ricollocazioni, anche se il management starebbe valutando una revisione delle attuali garanzie occupazionali, aprendo un confronto con i sindacati.

Quattro stabilimenti verso la chiusura

Tra le misure ipotizzate figurerebbe anche la chiusura di quattro impianti tedeschi: Emden e Zwickau cesserebbero la produzione nel 2031, Hannover nel 2032 e Neckarsulm nel 2034.

La decisione sarebbe motivata dall’eccesso di capacità produttiva in Europa e dai costi più elevati degli stabilimenti tedeschi rispetto ad altri siti del gruppo.

Il piano attende il via libera

L’amministratore delegato Oliver Blume dovrebbe presentare il progetto strategico al consiglio di sorveglianza. Al momento si tratterebbe di una discussione preliminare e non di una decisione definitiva, ma il piano ha già provocato la reazione dei sindacati e del governo del Land della Bassa Sassonia, principale azionista pubblico di Volkswagen.

Secondo alcune indiscrezioni, il governo regionale sarebbe disposto a valutare una riconversione degli impianti purché venga salvaguardato il maggior numero possibile di posti di lavoro. Una ricostruzione che, tuttavia, è stata smentita dalle autorità locali.

Le ragioni della ristrutturazione

Nella bozza del documento interno, la situazione del gruppo viene definita “critica” e addirittura una “minaccia per la sopravvivenza” dell’azienda. A pesare sarebbero il calo delle vendite, la riduzione degli utili e dei flussi di cassa, oltre al forte rallentamento del mercato cinese.

Nel 2025 Volkswagen ha consegnato circa 9 milioni di veicoli, quasi il 20% in meno rispetto ai livelli del 2019, un dato che ha spinto il management a valutare una profonda riorganizzazione della struttura aziendale. Tra le ipotesi figurano anche lo scorporo delle attività automobilistiche e della divisione componenti in società distinte, una holding più snella e la possibile riconversione di alcuni impianti verso il settore della difesa.

Sindacati in piazza

Le indiscrezioni hanno già innescato una mobilitazione in diversi stabilimenti tedeschi. Il sindacato IG Metall ha organizzato manifestazioni coinvolgendo lavoratori di Volkswagen, Audi, Porsche, Man, Cariad e di altre società del gruppo.

I rappresentanti dei dipendenti contestano l’ipotesi di nuovi tagli occupazionali, chiedendo invece investimenti, nuovi prodotti e una strategia industriale in grado di rilanciare il gruppo senza sacrificare migliaia di posti di lavoro.

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