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“Che stangata!”. Benzina, la brutta notizia per gli italiani: cosa succede da domani

Pubblicato: 03/07/2026 08:25

Per milioni di automobilisti il costo del rifornimento rappresenta una delle spese più frequenti e difficili da evitare. Basta una variazione di pochi centesimi al litro perché il conto finale cambi sensibilmente, soprattutto per chi utilizza l’auto ogni giorno per lavoro o per lunghi spostamenti. È per questo motivo che ogni modifica alle accise o ai prezzi dei carburanti viene seguita con particolare attenzione.

Negli ultimi mesi il tema del costo di benzina e gasolio è tornato più volte al centro del dibattito, tra oscillazioni delle quotazioni internazionali, interventi del Governo e richieste delle associazioni dei consumatori. Con la scadenza di una misura che ha consentito di contenere i prezzi alla pompa, torna ora l’incertezza su quanto gli automobilisti dovranno spendere per fare rifornimento nei prossimi giorni.
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Fine dello sconto sulle accise

Il 3 luglio termina il periodo di validità dello sconto sulle accise dei carburanti introdotto con il decreto del 5 giugno. Salvo un intervento dell’ultimo momento da parte del Governo, dal giorno successivo benzina e gasolio torneranno ai livelli di prezzo precedenti alla riduzione fiscale.

La misura ha previsto un taglio di 5 centesimi al litro per entrambi i carburanti. Considerando anche l’Iva applicata sulle accise, il beneficio complessivo per gli automobilisti è stato pari a circa 6,1 centesimi al litro.

In assenza di una proroga, il ritorno alle accise piene comporterà un aumento stimato di circa 3 euro per un pieno, con effetti immediati sui prezzi praticati dai distributori.

Come cambiano i prezzi

Dal 4 luglio, se non arriveranno nuovi provvedimenti, il prezzo medio del gasolio salirà fino a circa 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria, raggiungendo i 2,02 euro al litro in autostrada.

Anche la benzina registrerà un incremento, con una media prevista di 1,86 euro al litro sulla rete ordinaria e fino a 1,95 euro al litro lungo la rete autostradale. Per un pieno di carburante l’aumento stimato sarà di circa 3,05 euro rispetto ai prezzi applicati durante il periodo di riduzione delle accise.

L’ipotesi di una proroga

La possibilità di prorogare la misura non è stata esclusa. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato che la decisione sarà presa anche valutando l’evoluzione della situazione internazionale e l’andamento dei negoziati per il ripristino della piena navigazione nello Stretto di Hormuz.

Fino a questo momento, gli interventi adottati per ridurre le accise sui carburanti hanno comportato una spesa complessiva di circa 2 miliardi di euro per le casse dello Stato.

Le richieste delle associazioni dei consumatori

Le associazioni dei consumatori chiedono che lo sconto sulle accise venga confermato anche oltre la scadenza prevista. Il Codacons sottolinea come un eventuale aumento dei prezzi alla pompa arriverebbe mentre le quotazioni internazionali del petrolio stanno registrando una significativa diminuzione.

Secondo l’associazione, il Brent, riferimento per il mercato europeo, è passato da circa 95 dollari al barile registrati all’inizio di giugno agli attuali 70,8 dollari, con una riduzione del 25,5%. Un calo che, sempre secondo il Codacons, non avrebbe però trovato un corrispondente riflesso nei prezzi praticati ai distributori, diminuiti nello stesso periodo soltanto di circa il 6%, nonostante gli inviti del ministro Urso alle compagnie petrolifere ad adeguare più rapidamente i listini.

Sulla stessa linea anche l’Unione Nazionale Consumatori, che sollecita il Governo a mantenere almeno l’attuale riduzione delle accise, ritenendo che le misure adottate finora non siano state sufficienti a contrastare possibili fenomeni speculativi sui prezzi dei carburanti.

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