
Dal 1° gennaio 2027 le pensioni potrebbero aumentare grazie alla rivalutazione automatica legata all’inflazione. Secondo le previsioni contenute nel Documento programmatico di bilancio del Governo, l’indice dei prezzi nel 2026 dovrebbe attestarsi intorno al 2,8%. Se il dato sarà confermato dall’Istat entro la fine dell’anno, gli assegni previdenziali saranno adeguati a questa percentuale per preservare il potere d’acquisto dei pensionati.
L’incremento riguarderà pensioni minime, assegni sociali, prestazioni di invalidità e pensioni ordinarie, anche se alcune misure accessorie dovranno essere confermate dalla prossima legge di Bilancio.
Pensioni minime, possibile aumento fino a circa 629 euro
Tra le prestazioni che beneficerebbero maggiormente della rivalutazione ci sono le pensioni minime. Con un adeguamento del 2,8%, l’importo mensile passerebbe dagli attuali 611,85 euro a circa 629 euro, con un incremento di poco superiore ai 17 euro al mese.
Resta però da chiarire il futuro della maggiorazione straordinaria introdotta negli ultimi anni, che ha portato l’importo effettivamente percepito a circa 620 euro mensili. La misura scade il 31 dicembre 2026 e potrà essere confermata soltanto con nuove risorse nella prossima manovra finanziaria.
Ancora incerta anche la proroga dell’incremento al milione, la maggiorazione destinata ai pensionati con redditi più bassi.
Aumenti anche per assegno sociale e pensioni di invalidità
La rivalutazione automatica interesserebbe anche l’assegno sociale, che potrebbe salire dagli attuali 546,22 euro a circa 561,50 euro al mese. Parallelamente verrebbero aggiornati anche i limiti di reddito richiesti per accedere alla prestazione.
Incrementi previsti anche per le pensioni di invalidità civile: l’assegno mensile potrebbe passare da circa 341 euro a poco più di 350 euro. Saranno rivalutate inoltre le indennità destinate ai ciechi assoluti, ai ciechi parziali e agli ipovedenti gravi.
Rivalutazione anche per le pensioni ordinarie
L’adeguamento all’inflazione riguarderà anche gli assegni previdenziali ordinari. Secondo le simulazioni: una pensione lorda di 1.000 euro potrebbe aumentare di circa 28 euro al mese; un assegno da 1.500 euro vedrebbe un incremento di circa 42 euro; una pensione lorda di 2.000 euro potrebbe crescere di circa 56 euro mensili.
Per gli assegni di importo più elevato continuerà però ad applicarsi il sistema della rivalutazione parziale: l’adeguamento pieno è previsto solo per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre oltre questa soglia la perequazione viene riconosciuta in misura ridotta.
Quando arriveranno gli importi definitivi
Gli aumenti restano, al momento, una stima. Per conoscere le cifre ufficiali sarà necessario attendere la certificazione definitiva dell’inflazione da parte dell’Istat, prevista entro la fine del 2026.
Successivamente sarà la legge di Bilancio a fissare gli importi definitivi della rivalutazione e a decidere se prorogare le maggiorazioni oggi in vigore, dalle quali dipenderà l’effettivo aumento per milioni di pensionati.


