
Per anni il Castello delle Cerimonie non è stato soltanto una location per ricevimenti: grazie al programma televisivo che lo ha reso celebre in tutta Italia, il Grand Hotel La Sonrisa è diventato un simbolo delle grandi feste napoletane, capace di attirare migliaia di clienti e di costruire un pubblico fedele anche fuori dallo schermo.
Oggi, però, l’attenzione non è più sulle celebrazioni ma sulle aule di tribunale. La lunga battaglia giudiziaria che riguarda il Grand Hotel La Sonrisa, conosciuto da tutti come Castello delle Cerimonie, continua a tenere col fiato sospeso lavoratori, famiglie e clienti, preoccupati per il futuro di una struttura diventata negli anni un punto di riferimento.
Un simbolo tv finito al centro della battaglia legale

Nelle ultime ore è arrivato un nuovo pronunciamento della magistratura, un passaggio significativo nella vicenda. Non si tratta di una chiusura definitiva di ogni strada, ma la decisione riduce ulteriormente le speranze di chi confidava in una rapida riapertura del caso.
Si affievoliscono quindi le attese di lavoratori e clienti del Castello delle Cerimonie, anche se la partita non è ancora del tutto finita. La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dai legali della famiglia Polese per riaprire il processo sulla lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del Grand Hotel La Sonrisa, a cui sono state revocate alcune licenze.
Castello delle cerimonie, la brutta notizia per Imma Polese

«La Procura generale, insieme ai difensori di Polese Concetta e Polese Agostino, – spiega una nota – aveva chiesto alla Suprema Corte di disporre un nuovo giudizio presso la Corte di appello di Roma non essendo state valutate numerosissime prove nuove introdotte di recente dalla difesa al fine di dimostrare la insussistenza del reato di lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del Castello delle cerimonie».
La Suprema Corte, però, al termine di una lunga camera di consiglio, ha rigettato la richiesta congiunta di annullamento della sentenza, come sottolineano gli avvocati Dario Vannetiello, Veronica Paturzo, Andrea Castaldo e Stefano Montone, «formulata dalla accusa e dalla difesa. Le ragioni di tale decisione verranno rese note successivamente allorquando verrà depositata la decisione».
Il rigetto in Cassazione e cosa può succedere adesso

La vicenda, tuttavia, non sarebbe ancora arrivata al suo capitolo conclusivo. Come ha spiegato l’avvocato Dario Vannetiello, esiste infatti un ulteriore procedimento ancora pendente davanti alla Cassazione, che potrebbe aprire un nuovo scenario sul futuro della struttura.
«La vicenda non è chiusa – ricorda l’avvocato Vannetiello – attesto che pende un altro ricorso per Cassazione a mia firma, finalizzato sempre a ottenere la revoca della confisca del Castello delle cerimonie, ricorso però fondato su una ragione giuridica diversa dalle precedenti». Secondo il penalista, infatti, la condanna alla confisca dovrebbe essere annullata perché sarebbe stata determinata da una prova ritenuta falsa.


