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Garlasco, Roberta Bruzzone torna in tv: “L’assassino? È negli atti”

Pubblicato: 10/07/2026 18:25
castello cerimonie tar proroga un mese

L’arrivo di un nuovo programma dedicato ai grandi raggiri e ai meccanismi della manipolazione psicologica riporta sotto i riflettori una delle criminologhe più note della tv italiana: Roberta Bruzzone. L’esperta si prepara a tornare sul piccolo schermo con un progetto che racconta come nascono e si sviluppano le truffe, mettendo a fuoco le strategie mentali con cui i malintenzionati conquistano la fiducia delle vittime.

Il format si intitola Dentro la truffa e debutterà su Rai 2 a novembre, in seconda serata: un racconto pensato per spiegare, in modo diretto e comprensibile, i passaggi tipici della manipolazione e perché certe dinamiche riescono a intrappolare persone di ogni età.

La curiosità nata da bambina e la “missione” nella casa abbandonata

In un’intervista al Corriere della Sera, Bruzzone ha spiegato che la sua passione per l’indagine e per la ricerca della verità non è arrivata da adulta, ma affonda le radici nell’infanzia. “Ero una bambina molto vivace, difficile da tenere a bada, curiosa fino al midollo. I miei genitori mi minacciavano. Se non stai ferma ti mandiamo in quella casa abbandonata, abitata da gente cattivissima, ci penseranno loro a te. La casa c’era davvero, accanto alla mia scuola. Ai miei occhi un castello tetro e impenetrabile…”.

Quella curiosità, racconta, la spinse presto a mettere alla prova ciò che le veniva detto. E c’è un episodio che, più di altri, fotografa il suo carattere: “convinsi due compagni di classe a seguirmi per andare in missione”. Nonostante la paura, la voglia di capire prevalse. “Certo – conferma al Corsera – Però la curiosità prevaleva. Fu un’esperienza incredibile. Mi punirono, ovviamente, ma ebbi la soddisfazione di venire a capo della verità. Là dentro c’era solo polvere, nessun torturatore di bambini discoli”.

Roberta Bruzzone in primo piano

La posizione sul caso Garlasco non cambia

Tra i temi affrontati nell’intervista c’è anche il caso di Garlasco, tornato al centro dell’attenzione dopo la riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia. Su questo punto, la posizione di Roberta Bruzzone resta netta. “Non ci sono elementi per collocare Sempio sulla scena del delitto. Finirà con un nulla difatto. Fatico a capire cosa abbia convinto la Procura di Pavia a ripartire”.

Una convinzione che, come ha spiegato, nasce dall’analisi degli atti: secondo la criminologa, la ricostruzione non cambia e l’ipotesi su un nuovo coinvolgimento non troverebbe riscontri tali da reggere. È un giudizio destinato, ancora una volta, a far discutere, perché il delitto continua a dividere l’opinione pubblica.

Alberto Stasi in una foto d’archivio

“Ho studiato a fondo gli atti”: la frase che riaccende il dibattito

Bruzzone ha ribadito di non aver mai cambiato valutazione sul delitto che costò la vita a Chiara Poggi. “Ho studiato a fondo gli atti e continuo a ritenere che l’assassino sia stato già individuato”. Parole che riportano l’attenzione sul delitto di Garlasco, uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni e tuttora al centro dell’interesse mediatico.

Il senso della sua posizione, ribadito più volte, è che la risposta sia già contenuta nelle carte: il punto, sostiene, non sarebbe trovare una nuova narrazione, ma leggere con rigore ciò che l’inchiesta ha già messo nero su bianco.

Chiara Poggi in una foto

Determinazione e indipendenza: “me ne frego di quello che la gente pensa”

In chiusura, Bruzzone ha spiegato quale atteggiamento l’abbia accompagnata per tutta la carriera: “Mai, fa parte della mia personalità. Se imbocco una strada ho le mie buone ragioni e non torno mai sui miei passi”.

E alla domanda su quale sia il suo punto di forza, ha risposto senza esitazioni: “Me ne frego di quello che la gente pensa di me. Non credo di avere fragilità, sono molto determinata e sicura di me stessa. Pochissime persone potrebbero farmi del male emotivo e per riuscirci dovrebbero conoscermi più di quanto mi conosca io e avere la mia stima. Quindi vivo serena. Difficile scalfirmi. Non voglio ottenere consensi mediatici”. Un profilo che, anche quando alimenta confronto e polemiche, rivendica coerenza e autonomia di giudizio.

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