Vai al contenuto

Rimborso 730, perché può non arrivare a luglio: quando viene accreditato

Pubblicato: 10/07/2026 18:40

Molti lavoratori dipendenti che hanno presentato il modello 730 entro la fine di maggio si aspettano di ricevere il rimborso Irpef nella busta paga di luglio. In alcuni casi, però, l’accredito può slittare senza che ciò dipenda da errori nella dichiarazione.

Quando viene pagato il rimborso

La procedura prevede che, dopo l’invio della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate elabori i dati e trasmetta il risultato contabile al sostituto d’imposta, cioè al datore di lavoro o all’ente pensionistico, che provvede all’erogazione del rimborso.

Se il modello è stato trasmesso entro la fine di maggio, in condizioni ordinarie il rimborso viene generalmente riconosciuto nella busta paga di luglio. Se invece l’invio telematico è avvenuto più tardi, il pagamento può slittare ad agosto o ai mesi successivi. Per chi si è rivolto a un Caf o a un commercialista, fa fede la data di trasmissione effettuata dall’intermediario, non quella di consegna dei documenti.

Per i pensionati, il rimborso viene normalmente accreditato a partire dal mese di agosto.

Le principali cause del ritardo

Tra i motivi più frequenti che possono far slittare il rimborso ci sono: Trasmissione tardiva della dichiarazione: il Caf o il professionista potrebbe aver inviato il 730 all’Agenzia delle Entrate dopo la consegna della documentazione; tempi tecnici di elaborazione: possono verificarsi ritardi nella lavorazione della dichiarazione o nella trasmissione dei dati al datore di lavoro; datore di lavoro incapiente: il sostituto d’imposta potrebbe non avere ritenute fiscali sufficienti per rimborsare tutti i dipendenti nello stesso mese; assenza del sostituto d’imposta: chi ha presentato il 730 senza indicare un datore di lavoro o un ente pensionistico riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempi generalmente più lunghi.; controlli o compensazioni fiscali: in presenza di debiti tributari o di rimborsi di importo elevato, il pagamento può essere sospeso per consentire le verifiche previste dalla normativa.

Cosa fare se il rimborso non arriva

Se il rimborso non compare nella busta paga di luglio, è consigliabile: verificare la data di trasmissione del modello 730; controllare con il Caf, il commercialista o il datore di lavoro che il prospetto di liquidazione sia stato correttamente ricevuto; accertare l’eventuale presenza di debiti fiscali che potrebbero aver determinato la sospensione del pagamento.

Nella maggior parte dei casi, se non emergono anomalie, il rimborso viene accreditato nella busta paga del mese successivo senza che il contribuente debba presentare ulteriori richieste.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure