
Ci sono figure che, pur restando spesso dietro le quinte, finiscono per accompagnare intere generazioni di appassionati. Le loro parole diventano una bussola, un punto di riferimento capace di orientare il pubblico tra emozioni, immagini e storie. Con il passare degli anni, il loro lavoro supera il tempo, trasformandosi in una testimonianza destinata a rimanere anche quando il sipario cala definitivamente.
Nel mondo della cultura accade raramente che un nome riesca a identificarsi con un’intera disciplina. Eppure, quando ciò avviene, il vuoto lasciato dalla sua scomparsa va oltre il semplice ricordo personale. Resta il patrimonio di idee, analisi e racconti costruito in decenni di attività, un’eredità che continua a parlare attraverso libri, articoli e opere che hanno segnato il percorso di migliaia di lettori.
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La lunga carriera di Pino Farinotti
È morto a 75 anni Pino Farinotti, giornalista, critico cinematografico, scrittore e intellettuale considerato una delle firme più autorevoli del panorama cinematografico italiano. Nel corso di oltre cinquant’anni di attività ha raccontato il cinema con uno stile personale e un giudizio sempre indipendente, conquistando credibilità sia tra gli addetti ai lavori sia tra il grande pubblico.
Il suo nome resta legato soprattutto al celebre Dizionario Farinotti, pubblicato per la prima volta nel 1979 e diventato negli anni uno degli strumenti più consultati da chiunque volesse approfondire il mondo del grande schermo. L’opera si è affermata come un punto di riferimento per la critica cinematografica italiana, accompagnando l’evoluzione del settore e contribuendo alla diffusione della cultura del cinema.
Nel 2000 Farinotti è stato inoltre tra i fondatori di MYmovies, oggi considerata la principale piattaforma italiana dedicata al cinema, confermando la volontà di continuare a divulgare e raccontare il grande schermo anche attraverso i nuovi strumenti digitali.

Tra cinema e letteratura
Accanto all’attività di critico cinematografico, Pino Farinotti ha coltivato con continuità anche la narrativa e la saggistica. Tra i suoi lavori più conosciuti figura La grande ambizione, opera premiata con il Premio Bancarella Speciale nel 1991.
Tra le pubblicazioni più significative compare anche 7 km da Gerusalemme, romanzo che è stato successivamente trasposto nell’omonimo film, a testimonianza del legame costante tra la sua produzione letteraria e il mondo del cinema.
La scrittura ha continuato ad accompagnarlo fino agli ultimi giorni. Poco prima della sua scomparsa aveva infatti consegnato alla casa editrice La nave di Teseo il suo ultimo libro, confermando una passione mai venuta meno per il racconto e la riflessione culturale.

L’eredità di una voce autorevole
Curiosità, capacità divulgativa e indipendenza di giudizio hanno caratterizzato l’intero percorso professionale di Pino Farinotti. Nel corso della sua carriera ha attraversato il giornalismo, la televisione, l’editoria e il mondo digitale, mantenendo sempre uno sguardo attento sul cinema e sui suoi protagonisti.
La sua eredità continuerà a vivere nelle pagine che ha scritto, nelle recensioni, nei saggi e nei libri che hanno contribuito a formare lettori e appassionati, lasciando un segno importante nella critica cinematografica italiana.
L’ultimo saluto a Pino Farinotti si terrà domani in forma privata, nel rispetto della volontà espressa dalla famiglia.


