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Caso Roggero, Meloni: “La pena è sproporzionata”. La premier conferma: “Ho detto io a Nordio di avviare l’iter per la grazia”

Pubblicato: 19/07/2026 09:20

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene per la prima volta in modo approfondito sul caso del gioielliere Mario Roggero, condannato per aver ucciso due rapinatori dopo una rapina nel suo negozio. In un’intervista al Corriere della Sera, la premier sostiene che la pena inflitta sia «sproporzionata» e conferma di aver dato il via libera al ministro della Giustizia Carlo Nordio affinché avviasse l’istruttoria per un’eventuale grazia.

Secondo Meloni, la vicenda impone una riflessione non soltanto sul singolo caso, ma anche sul modo in cui vengono valutate situazioni caratterizzate da forte trauma e stress. La premier ritiene che in episodi simili dovrebbe esserci «maggiore considerazione» per le condizioni psicologiche delle vittime di rapine e aggressioni.

Il punto centrale del ragionamento della presidente del Consiglio riguarda proprio lo stato emotivo di Roggero al momento della sparatoria. «Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest’uomo?», si chiede Meloni, aggiungendo che chi esprime giudizi senza tenere conto di questi aspetti «sbaglia» e dovrebbe «farsi qualche domanda in più».

La premier ricorda che il gioielliere aveva già subito una violenta rapina nel 2015, durante la quale lui e la moglie erano stati minacciati e aggrediti. A suo giudizio, quel precedente avrebbe potuto generare un trauma destinato a riattivarsi durante il secondo assalto. Per questo motivo si domanda: «Siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere?».

Meloni mette inoltre in discussione la possibilità di stabilire con precisione il momento in cui una minaccia può considerarsi realmente conclusa. «Siamo sicuri che esista un modo per misurare con l’orologio o con il codice in mano quando una minaccia è cessata?», afferma, sostenendo che una persona sottoposta a una forte scarica di adrenalina possa continuare a percepire un pericolo anche quando l’aggressione sembra terminata.

Secondo la presidente del Consiglio, gli effetti dello stress alterano la capacità di valutazione anche di persone addestrate a gestire situazioni di emergenza. Per questo ritiene plausibile che Roggero abbia continuato a ritenere i rapinatori una minaccia anche dopo la loro fuga. «A Roggero viene contestato di non aver avuto il sangue freddo in un contesto di alto pericolo e stress», osserva.

Meloni affronta poi il tema della proporzionalità delle pene, sostenendo che la condanna inflitta al gioielliere sia eccessiva rispetto ad altri reati. «Non si possono dare otto anni a dei pedofili o meno di dieci anni per casi di stupro di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere», dichiara, evidenziando quello che considera un problema di equilibrio nel sistema sanzionatorio.

La premier conferma inoltre di aver autorizzato personalmente il ministro Carlo Nordio ad avviare l’iter per la grazia. «Gli ho detto io di andare avanti», spiega, precisando però che il potere di concedere il provvedimento resta una prerogativa esclusiva del Presidente della Repubblica. Secondo Meloni, questo non impedisce al Guardasigilli di istruire formalmente la pratica.

Infine, la presidente del Consiglio rivendica anche la riforma approvata dal governo che esclude il diritto al risarcimento civile per chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato. Una misura che, secondo Meloni, serve a tutelare persone come Roggero, evitando che, oltre alla condanna penale, debbano affrontare anche la perdita del patrimonio costruito nel corso della propria vita.

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